La politica estera libertarian della nuova Argentina

mercoledì 21 febbraio 2024


La recente elezione del presidente anarco-capitalista argentino Javier Milei, leader di La Libertad Avanza, che ha battuto il candidato Sergio Massa di Unión por la Patria nel secondo turno elettorale del 19 novembre 2023, rappresenta un laboratorio politico per gli esteri e la diplomazia internazionale che farà emergere il nuovo approccio politico libertario intrapreso dall’Argentina.

L’Argentina sta lavorando su nuovi rapporti economici e diplomatici e sta facendo emergere nuove sfaccettature nella cooperazione con la Cina. Il presidente Milei ha espresso chiaramente cosa pensa della Repubblica popolare cinese, definendo il Paese orientale un “impero autocratico emergente”. Milei richiama l’attenzione nazionale e internazionale sul pericoloso ruolo egemonico ed economico di Pechino nel Sud America. Nel corso dell’ultimo decennio, le autorità di Pechino hanno rafforzato le riserve della Banca centrale dell’Argentina, hanno finanziato progetti infrastrutturali e hanno spinto per acquisire grandi percentuali delle esportazioni argentine. Milei ha bloccato questa pianificazione economica, proponendo nuovi accordi commerciali che mettano al centro la libertà di scambio e il commercio internazionale. Il programma di governo di Javier Milei guarda agli Stati Uniti e all’Unione europea, di cui afferma di “condividere i valori”. Una metamorfosi auspicata anche dalla grande business community del Paese, dove la presenza delle grandi compagnie italiane è forte.

Un modello che merita attenzione e monitoraggio, superando anche la retorica progressista europea che guarda al presidente argentino come a un fenomeno reazionario e non per quello che rappresenta: un sincero libertario e liberista.  La visione liberista alla base del governo argentino è riscontrabile nella volontà di rafforzare le relazioni bilaterali e regionali, inclusa la finalizzazione dell’accordo Ue-Mercosur che costituisce una piattaforma che permette di portare avanti obiettivi comuni. L’attenzione del presidente argentino verso l’economia e la cooperazione con l’Europa è il frutto di una precisa visione geopolitica: sviluppare nuovi partenariati in settori chiave per le nostre economie come l’energia, le infrastrutture e il settore agroalimentare. Diversi settori produttivi europei vedono il Mercosur come una grande opportunità. Tra questi c’è il settore auto, che conta di aumentare le vendite in Sudamerica per compensare le difficoltà sul mercato europeo, ma anche di avere un ulteriore e diversificato accesso a materie prime fondamenti per la transizione all’elettrico.

Anche l’Italia spera di aumentare il suo export in Argentina, trovando nuovi sbocchi per i classici settori stimati in tutto il mondo del made in Italy, come l’agroalimentare, i macchinari o i prodotti chimici e farmaceutici. La posizione del governo di Milei capovolge quella dell’esecutivo di Alberto Fernández che, nell’ultimo vertice del Mercosur, aveva affossato la prospettiva di un’imminente firma dell’accordo considerandolo sfavorevole per lo sviluppo dell’economia dell’Argentina.


di Domenico Letizia