Il cybercrime punta al settore sanità

Il caso della clinica di Hollywood paralizzata a inizio 2016 da un attacco hacker, con pc e sistemi informatici presi “in ostaggio” da un virus, ha fatto scuola: nell’ultimo anno e mezzo il settore della sanità è diventato il nuovo fronte caldo del crimine informatico. Insieme ai sempreverdi social media, con Facebook in testa come veicolo di virus e frodi che sempre più spesso prendono di mira i dispositivi mobili. Il quadro delle minacce informatiche emergenti arriva dall’ultimo rapporto della società McAfee che nel secondo trimestre di quest’anno ha rilevato che oltre un incidente di sicurezza su quattro (26%), nel mondo, si è concentrato sul settore della sanità, superando perfino il settore pubblico che invece resta l’obiettivo principale degli attacchi se si allarga il riferimento temporale all’ultimo anno e mezzo. La tendenza è iniziata proprio a inizio 2016 quando diverse strutture ospedaliere in tutto il mondo hanno subito attacchi di tipo “ransomware”, fatti cioè con virus che prendono “in ostaggio” i pc e chiedono somme di denaro con la promessa di sbloccarli. I campioni di ransomware, tra l’altro, sono aumentati bruscamente nel secondo trimestre, del 54%. Ad essere presi di mira dai criminali informatici sono sempre di più anche i dispositivi mobili: le infezioni globali su queste piattaforme sono aumentate dell’8% nel secondo trimestre dell’anno. L’Asia in testa alle regioni più colpite col 18%.

Traino molto forte ai cyberattacchi degli ultimi mesi sono stati poi i social media, soprattutto Facebook. Minaccia che desta particolare attenzione è “Faceliker”, un virus che dirotta i “Mi piace” dell’utente su contenuti a sua insaputa. Pratica pericolosa, avvertono gli esperti, perché può gonfiare i numeri di visualizzazioni di notizie, video, siti web, annunci pubblicitari, facendo guadagnare del denaro a chi ne approfitta. Questo virus ha rappresentato quasi il 9% dei 52 milioni di nuovi campioni di malware rilevati da McAfee nel secondo trimestre del 2017 (aumentati del 67%). Quanto ai social c’è una tipologia che si sta rivelando sempre più insidiosa: sono le applicazioni per incontri, tipo Tinder e Ok Cupid. Secondo un recente report dei Kaspersky Lab, dichiara di usarli il 40% degli italiani, ma la maggior parte si è imbattuta in tutt’altro che nell’anima gemella. Bugie a parte (su questi servizi mente il 44% degli iscritti), il 12% degli utenti è preoccupato per la possibile ricezione di link nocivi e virus e l’8% di incontri con truffatori che puntano a estorcere informazioni personali o finanziarie.