Il turismo tra big data e intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale, big data e blockchain: sono le nuove tendenze guidate dall’innovazione tecnologica con cui si sta confrontando tutto il mercato dei viaggi.

A raccontarlo all’Ansa è Francesca Benati, direttore generale e amministratore generale per l’Italia di Amadeus, azienda che distribuisce e fornisce tecnologie avanzate per l’industria globale dei viaggi e del turismo. “L’intelligenza artificiale - dice la Benati - cambierà permanentemente la relazione dei viaggiatori con le aziende. Le grosse on-line travel agencies come eDreams o Expedia, sono già molto orientate a utilizzare l’intelligenza artificiale per guidare le digital assistance e le chatbot, ovvero i risponditori automatici, nel performare delle azioni molto semplici. Immaginiamo la ripetitività di azioni come cancellare un volo oppure cambiarlo, chiedere la conferma di un hotel, eccetera. Tutta una serie di azioni semplici e ripetitive che l’intelligenza artificiale sta rendendo automatizzate. Saranno dei computer che risponderanno, saranno in grado di decodificare dei livelli semplici di conversazione e dare delle risposte appropriate ed essere in grado di reindirizzare le domande più complesse a un operatore fisico. Questo sta già succedendo ma fra 10 anni si arriverà a digital assistance che guideranno ricerca, selezione e acquisto del viaggio dall’inizio alla fine, diventando proprio come dei gate keeper cioè dei controllori dell’informazione transattiva”.

Il secondo elemento sono i big data, la cui gestione è molto complessa. “A mano a mano che aumenta la sofisticazione delle piattaforme di analisi - spiega la Benati - riescono ad essere sempre più utili e precisi. Per esempio ad Amadeus abbiamo la Travel Intelligence, una suite di prodotti di big data che sono già pronti e utilizzabili da agenzie e tour operator per avere un’analisi puntuale e approfondita del loro livello di competitività rispetto al loro mercato di riferimento. Questo tipo di prodotto aiuterà tantissimo nell’ottimizzazione delle loro performance e nell’ottimizzazione delle strategie di marketing e di comunicazione”. Poi le blockchain, che sono delle tecnologie che permettono una semplificazione e una maggior sicurezza delle transazioni tra utente e fornitore finale eliminando l’intermediazione.

“Con il loro utilizzo - dice la Benati - l’utente potrà pagare in una volta sola tutto quello che riguarda il suo viaggio anche in caso coinvolga player diversi, Paesi diversi, monete diverse. Potrà aiutare tantissimo nell’identità: tramite le blockchain si potrà fare il check-in con il primo aereo anche in caso di un viaggio multiplo con fermate diverse e non avrà più bisogno di passare attraverso controlli di sicurezza”.

Secondo la Benati, poi, la vera svolta è data dal fatto che la tecnologia ora è più accessibile, meno costosa e quindi più fruibile. Ma in Italia non va bene dappertutto. “Abbiamo - spiega - delle punte di diamante molto illuminate, soprattutto coloro che sono riusciti a diversificare il business e quindi a resistere meglio agli andamenti di un’economia che è fragile e di una ricettività che risente tantissimo soprattutto per quanto riguarda le mete chiave degli eventi terroristici degli ultimi anni. Tutto quello che è nato è appannaggio di poche regioni molto illuminate (Toscana, Trentino-Alto Adige, Emilia Romagna, Lombardia). Poi ci sono esempi molto belli di utilizzo di tecnologia e digitale anche in singole città come Napoli, Palermo e Bari. Ma sono ancora elementi sporadici, non coordinati a livello centrale. Il peccato è che, essendo appannaggio di pochi, non si riesce a mettere questa conoscenza in comune”.