Mani hi-tech e droni con le braccia, è boom della robotica italiana

Un drone con le braccia e una mano hi-tech in grado di spalmare il burro e piantare un chiodo: sono due delle innovazioni nate nei laboratori di ricerca italiani - sempre più all’avanguardia nella robotica - e riunite a Roma in vista della Maker Faire. Al settore è infatti dedicata un’area di 400 metri quadrati all’interno della rassegna dedicata agli artigiani della tecnologia, in programma dal primo al 3 dicembre alla Fiera di Roma. Curatore della sezione è Bruno Siciliano, direttore del Centro interdipartimentale di chirurgia robotica (Icaros) e del Prisma Lab presso l’Università di Napoli Federico II. “L’Italia è all’avanguardia in diversi settori di ricerca e sviluppo in robotica”, spiega Siciliano. “Diversi sono i gruppi di ricerca italiani noti a livello internazionale; tredici di questi esporranno i loro prototipi alla Maker Faire Rome”.

In mostra ci saranno nuovi prototipi di esoscheletri, stampanti 3D antropomorfe, robot domestici, con intelligenza artificiale e calciatori. Spazio sarà dedicato - anche nel corso della conferenza “Robots: What’s next?” in programma sabato 2 dicembre - ad alcune storie di successo come quella di SoftHand, la mano robotica sviluppata dall’Università di Pisa semplice da usare e dedicata ai disabili; o di AslaTech, realizzata da una startup di Bologna che produce droni in grado di “toccare” con l’ausilio di piccoli bracci capaci di sollevare 2 chilogrammi di peso; o ancora di RoDyMan, un sistema robotico definito “nonprensile”, adatto alla manipolazione di oggetti morbidi o deformabili.