Space Rider e nuovo Vega: l’Europa dello spazio vola in alto

L’Europa dello spazio vola sempre più in alto e, grazie alla tecnologia italiana, è ormai vicina ad avere un veicolo in grado di andare in orbita e rientrare a Terra per essere riutilizzato, lo Space Rider. In arrivo anche un lanciatore di nuova generazione che, grazie alla sua tecnologia all’avanguardia (anche questa tutta italiana), è rispettoso dell’ambiente e versatile. Ad aprire la nuova pagina dello spazio europeo sono i contratti firmati ieri a Parigi per un valore complessivo di 89,7 milioni di euro, dei quali 36,7 per lo Space Rider e 53 per il lanciatore Vega E, dove “E” sta per Evolution. Soddisfatto il presidente dell’Asi, Roberto Battiston, per il quale l’Europa si sta avvicinando ad avere un accesso autonomo allo spazio. “Lo sviluppo di Space Rider rappresenta una grande opportunità per l’Esa e per la strategia europea spaziale”, ha osservato. “Importantissimo”, ha aggiunto, anche il contratto per Vega E. Per l’amministratore delegato della Avio, Giulio Ranzo, la firma dei due contratti rafforza la posizione di Avio come player di riferimento nel mercato dei lanciatori spaziali. 

Il contratto per lo Space Rider è stato firmato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) con la Thales Alenia Space (67% Thales e 33% Leonardo) e la Elv (European Launch Vehicle), società costituita al 70% dalla Avio e per il 30% dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Il veicolo, senza equipaggio, è l’erede della capsula di rientro europea Ixv, realizzata in Italia con il sostegno dell’Asi, che l’11 febbraio 2015 ha eseguito con successo un volo suborbitale con rientro e ammaraggio. La Thales Alenia Space è responsabile dello sviluppo del modulo di rientro (Rm) dello Space Rider, derivato dalla capsula Ixv, mentre la Elv ha l’incarico di sviluppare il modulo di servizio Aom (Avum Orbital Module) derivato dallo stadio superiore del lanciatore Vega C, chiamato Avum (Attitude and Vernier Upper Module). Firmato da Esa ed Elv, il contratto per Vega E prevede lo sviluppo e i test di un nuovo stadio superiore del Vega basato su un motore ad ossigeno e metano liquidi. Il nuovo motore promette di essere anche più flessibile nelle manovre in orbita grazie alla capacità di riaccendersi più volte.