La Nasa attacca SpaceX

La Nasa attacca SpaceX, il colosso dello spazio di Elon Musk, portando alla ribalta la “guerra” culturale fra l’innovativa Silicon Valley e la più “tradizionale” agenzia spaziale americana. E aprendo un nuovo fronte di scontro per Musk, l’eccentrico miliardario visionario considerato il nuovo Steve Jobs, che vanta nel suo impero le auto elettriche di Tesla e i futuristici tunnel di “The Boring Company”.

La Nasa punta il dito contro le tattiche aggressive di SpaceX: per rendere il razzo Falcon 9 più potente, il gruppo mantiene il propellente a temperature molto basse in modo da ridurne la dimensione e farne entrare di più nei serbatoi. E le estreme temperature presentano molti rischi: il propellente va caricato poco prima del decollo quando gli astronauti sono già a bordo. Un incidente o una scintilla durante la manovra potrebbero causare quindi un’esplosione, anche fatale. La procedura è “contraria ai criteri di un rafforzamento della sicurezza che sono attuati da oltre 50 anni”, affermano in una lettera gli esperti della Nasa.

La critica mossa mette in mostra lo scontro culturale fra la “tradizionale” Nasa, accusata da molti di essere eccessivamente conservatrice, e SpaceX di Musk, rinomato per essere un amante del rischio e soprattutto non estraneo alle controversie. Dal botta e risposta a distanza con Mark Zuckerbeg sull’intelligenza artificiale a quello con Warren Buffett sulle caramelle, Musk non si è mai sottratto alle sfide, alle critiche e ai rischi. Un’ulteriore conferma è arrivata nelle ultime ore con la replica al guru della finanza che lo ha provocato: “Non mi inseguirà nel business delle caramelle”, ha detto Buffett. Poche ore dopo la replica di Musk: “Sto avviando una società di caramelle e sarà fantastica”.

La stessa strada l’ha seguita con SpaceX, sfidando la Nasa e immaginando un nuovo futuro fatto di turismo spaziale e con un occhio a Marte, nell’obiettivo di superare quanto raggiunto dal programma Apollo nel 1969. Un’idea che ha riaperto il dibattito fra i sostenitori del “Vecchio Spazio” e quelli del “Nuovo Spazio”. I primi convinti che le agenzie come la Nasa dovrebbero continuare a rispettare la loro missione originaria, quella dell’esplorazione dello spazio e delle scoperte scientifiche. I secondi che mettono l’accento sulle possibilità commerciali offerte dallo spazio. Due visioni che sembrano incontrarsi nella figura di Donald Trump, il presidente-imprenditore che ha espresso il proprio appoggio a un programma spaziale più ambizioso, dicendosi pronto a “liberare i misteri dello spazio”.