Sì del Garante, Test su app Immuni in 4 regioni

Dall’8 giugno in Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia prendono il via i test della app Immuni. Ora arriva anche il libera del Garante della Privacy. L’applicazione, caricabile dagli store di Apple e Google, dovrebbe essere utile al tracciamento in funzione anti-contagio da Coronavirus. Il download dell’applicazione potrà essere effettuato da chiunque in tutt’Italia, ma solo nelle aree in cui è attivo il test l’app sarà collegata al Sistema sanitario nazionale, nelle altre regioni invece si potrà scaricare ma i servizi che offre non saranno accessibili. La presidenza del Consiglio ha messo online un sito informativo sull’app Immuni. “Sulla base della valutazione d’impatto trasmessa dal ministero – spiega il Garante della Privacy Antonello Soro – il trattamento di dati personali effettuato nell’ambito del Sistema può essere considerato proporzionato, essendo state previste misure volte a garantire in misura sufficiente il rispetto dei diritti e le libertà degli interessati, che attenuano i rischi che potrebbero derivare da trattamento”.

Considerati “la complessità del sistema di allerta e del numero dei soggetti potenzialmente coinvolti”, il Garante ha comunque indicato “una serie di misure volte a rafforzare la sicurezza dei dati delle persone che scaricheranno la app. Tali misure potranno essere adottate nell’ambito della sperimentazione”, in modo da “garantire che nella fase di attuazione ogni residua criticità sia risolta”. Come funziona l’app e quali schermate si troverà davanti un utente quando la scaricherà è stato già reso noto la scorsa settimana dal ministero dell’Innovazione che ha pubblicato il codice sorgente dell’applicazione. “Più che una sperimentazione si tratterà di un test di pochi giorni, forse una settimana, per provare le funzionalità dell’app”, spiega Pierluigi Lopalco, epidemiologo a capo della task force pugliese per l’emergenza Coronavirus, la Puglia è tra le regioni che dovrebbe sperimentare l’applicazione.

Immuni offre la possibilità di tracciare i contatti dei contagiati dal Covid-19, secondo Lopalco uno “strumento utile” perché, in caso di contagio di una persona, “ci aiuterà a rintracciare tutti i suoi contatti, anche quelli sconosciuti che diversamente non riusciremmo a raggiungere”. “Io la scaricherò – prosegue il professore – rappresenta una sicurezza per ognuno di noi”. Una volta installata basterà inserire pochi dati, come il proprio Comune di residenza, e il sistema funzionerà in automatico: saranno gli smartphone sui quali è presente l’app – quando si troveranno a una distanza inferiore a un metro – a scambiarsi dei codici generati automaticamente e in maniera anonima. Quindi, se una persona dovesse contrarre il Coronavirus, l’Asl di riferimento sbloccherà il codice facendo partire un messaggio di allerta su tutti i telefoni delle persone che sono venute a contatto, anche in maniera inconsapevole, con il contagiato.