Immuni al debutto

Dopo la settimana di sperimentazione in quattro regioni, Immuni debutta sul territorio nazionale.

L’applicazione per il tracciamento dei contatti, parte della strategia del Governo per contenere il coronavirus, si presenta all’appuntamento con numeri in crescita, anche se ancora non molto elevati: 2,5 milioni di italiani, secondo il ministero dell’Innovazione, hanno scaricato l’app, che ora è integrata nel sistema sanitario in tutta la Penisola.

A introdurre l’arrivo di Immuni in Italia è stata Bending Spoons, la società che ha creato l’app e l’ha messa a disposizione dell’esecutivo. Gli sviluppatori hanno risposto alle domande poste dagli utenti sul social Reddit: hanno ribadito la tutela della privacy e l’importanza di scaricare l’applicazione (“più si diffonde, più sarà efficace”) anche se non hanno nascosto la non infallibilità della tecnologia. Immuni registra i contatti tra due smartphone che sono stati distanti tra loro meno di due metri per un tempo superiore ai 15 minuti. Il problema è che gli smartphone non possono misurare direttamente la distanza a cui avviene un contatto. Per questo l’app, basata sul sistema messo a disposizione da Apple e Google, usa l’attenuazione del segnale Bluetooth Low Energy per fare una stima. Tale segnale “è molto influenzato da vari fattori di disturbo, per esempio gli ostacoli che si frappongono fra i due smartphone. Quindi non è realistico pensare di non avere falsi positivi e falsi negativi, rileva Bending Spoons.

Gli sviluppatori assicurano tuttavia che si lavora ad un continuo perfezionamento della calibrazione, in modo da ottenere risultati sempre più accurati, e invitano gli italiani a fare il download.

“Maggiore è la diffusione di Immuni, più sono i potenziali contagiati che l’app riesce ad avvertire e che possono quindi isolarsi, aiutando a contenere l’epidemia e ad accelerare il ritorno alla normalità”, osservano. “Se anche l’app finisse per salvare una sola vita, probabilmente ne sarebbe valsa la pena”.

La scorsa settimana in Liguria sono stati inseriti i primi tre codici di positività di altrettanti pazienti. Intanto l’adozione delle app di tracciamento procede, tra alti e bassi, anche in Europa. Dopo la Svizzera e l’Italia, oggi la Germania presenterà la sua applicazione, anch’essa basata sulla tecnologia Apple-Google. Si muove invece in direzione opposta la Norvegia. La sua app Smittestopp (‘Stop al contagio’) lanciata lo scorso aprile e meno attenta alla privacy degli utenti, è stata sospesa dopo che l’autorità norvegese per la protezione dei dati l’ha giudicata troppo invasiva.