Kodak: dalle foto ai componenti per la medicina

Un prestito da 765 milioni di dollari “cambia” la pelle di Eastman Kodak: il pioniere della fotografia aiuterà gli Stati Uniti di Donald Trump a ridurre la loro dipendenza da medicinali stranieri producendo componenti per farmaci generici, fra i quali l’idrossiclorochina promossa dal presidente contro il coronavirus.

“Abbiamo una lunga esperienza nella chimica, oltre 100 anni: la nostra infrastruttura ci consentirà di muoversi rapidamente”, afferma Jim Continenza, l’amministratore delegato di Kodak, con il Wall Street Journal. Il prestito da 765 milioni ha termini simili a un finanziamento commerciale, deve essere ripagato in 25 anni ed è stato concesso nell’ambito del Defense Production Act, invocato da Trump nel corso della pandemia di coronavirus per accelerare la produzione di apparecchiature per il Covid-19, quali i respiratori.

L’ex colosso della fotografia lo userà per produrre “componenti farmaceutici attivi” usati nei farmaci generici. Con il prestito Kodak si trasforma. Al suo picco era sinonimo di foto, era un po’ la Apple o la Google dei suoi tempi. Nel 1975 inventò la macchina fotografica digitale con la quale avrebbe potuto rafforzare la sua posizione e cementare il suo successo. Invece non ci è riuscita e nel 2012 è finita in bancarotta. E ora, con il finanziamento, la sua trasformazione accelera facendo prendere alla società le distanze dal suo glorioso passato. Continenza stima che i componenti farmaceutici rappresenteranno con il passare del tempo il 30-40 per cento delle sue attività. Per gli Stati Uniti si tratta di un passo in avanti nell’essere meno dipendenti dalla Cina, il maggiore fornitore mondiale di componenti farmaceutici attivi al mondo. Una Cina, secondo Trump, responsabile del coronavirus e che quindi va allontanata.