Helsinki punta a divenire il centro europeo dell’hi-tech

L’Helsinki business hub ha recentemente stilato un programma per favorire il trasferimento nel Paese di professionisti qualificati e lavoratori del settore tecnologico. Ad oggi, al primo bando hanno risposto oltre 5mila persone. Le autorità finlandesi hanno la consapevolezza che le nuove professionalità, una volta giunte in Finlandia, difficilmente tenderanno ad andarsene. Le istituzioni finlandesi hanno lavorato ad un piano strategico di 90 giorni durante i quali verranno forniti tutti i servizi necessari come l’alloggio, la copertura sanitaria e gli spazi adatti ad un sereno clima per i dipendenti al fine di lavorare al massimo potenziale e attirare un alto numero di risorse umane. Nel settore dell’informatica e dell’elettronica potrebbero preannunciarsi notevoli investimenti data la ferma volontà politica del governo finlandese di divenire un Paese leader sul piano mondiale in ambito di sicurezza cibernetica. Expertise ed innovazione giocano un ruolo in costante crescita nella strategia futura del Paese scandinavo. Grandi risorse nella ricerca scientifica permettono di sviluppare innovazioni e far nascere aziende altamente tecnologiche e competitive. La politica finlandese dell’innovazione privilegia la ricerca applicata, promuovendo la collaborazione tra istituti di ricerca, Università e aziende e supportando la crescita delle start-up a livello internazionale con processi di scale-up, nonché con fondi governativi dedicati, finanziati dall’ Employment and economic development offices.

Il sistema educativo finlandese è unanimemente riconosciuto fra i migliori al mondo. La metodologia di insegnamento usata nelle scuole e nelle università pone le istituzioni educative finlandesi ai vertici delle graduatorie mondiali anche in rapporto alla digitalizzazione e alla formazione tecnologica. Come nel settore della ricerca, molti fondi sono destinati a questo settore. Inoltre, il Paese è fra i più stabili al mondo dal punto di vista politico. Il rapporto annuale 2019 di “Transparency international” ha classificato la Finlandia al terzo posto nel mondo, dopo la Danimarca e la Nuova Zelanda, per livello di trasparenza e assenza di corruzione. Il Paese promuove la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile. Grazie ad un’oculata gestione del bilancio pubblico la Finlandia ha progettato dal 1995 variabili macroeconomiche sane ed in linea con i parametri dell’Unione europea. Il mercato finlandese rappresenta un’area commerciale molto interessante, anche per l’Italia, nonostante le dimensioni limitate del mercato. La Finlandia, grazie alla sua collocazione geografica, ha sempre rappresentato un trampolino ideale per eventuali investimenti nei Paesi confinanti, dal colosso della Russia alla ricca Svezia.

Un Paese che rappresenta uno sbocco di innovazione, un ponte strategico per gli altri mercati nordici e del Baltico e che sta puntando molto alla diversificazione dell’eccellenza tecnologica, primeggiando nell’area in alcuni settori di punta, come ad esempio, il settore dell’alta tecnologia, dell’informatica e della ricerca legata all’innovazione. Gli oltre cinque milioni di abitanti hanno un potere di acquisto paragonabile a dieci milioni di abitanti di Paesi europei che hanno redditi medi pro capite del 50 per cento inferiori rispetto a quello finlandese. Da ricordare che, il “made in Italy” è molto conosciuto e amato, sia per i beni di consumo che per quelli strumentali e molti finlandesi accedono all’acquisto di tali prodotti attraverso piattaforme digitali e website. Un meccanismo che la pandemia ha accelerato, diffondendo ulteriormente l’importanza della digitalizzazione. L’impatto della crisi sul mercato del lavoro è stato attenuato da un sapiente uso degli strumenti di assistenza alle perdite temporanee del lavoro, anche se non tutti i disoccupati sono risultati ammissibili alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione, e alle politiche tecnologiche per le imprese. Le politiche macroeconomiche adottate sono espansive, le misure fiscali ammontano a circa il 3 per cento del Pil e la Banca centrale europea ha fornito ingente liquidità, tale da consentire anche un aumento dei prestiti bancari. Un paese eccellente per investimenti innovativi, altamente tecnologici e dal mercato fiorente.