16 giugno 2012POLITICA
Segnatevi queste due cifre, 6 e 2, e cerchiatele con il lapis
rosso e blu. Perché diventeranno molto presto l'incubo delle
famiglie italiane in concomitanza con l'imminente pagamento delle
cartelle esattoriali dell'Imu. 62%, infatti, è la quota del gettito
complessivo dell'Imposta municipale unica che peserà in capo alle
famiglie. E 6,2 miliardi, invece, è l'ammontare stimato
dell'incremento di spesa per i nuclei familiari italiani rispetto
ai tempi della vecchia Ici.
A dirlo è l'ultimo studio della Cgia di Mestre. Ma
l'associazione degli artigiani e delle Pmi lancia un ulteriore
allarme: il dato dello studio potrebbe anche essere sottostimato.
Per calcolare il gettito Ici, infatti, è stata applicata l'aliquota
media del 6,4‰. Per l'Imu sulla prima casa, invece, l'incasso
previsto è stato tratto dalla Relazione tecnica del ministero delle
Finanze, mentre quello relativo alle altre abitazioni è stato
calcolato applicando l'aliquota ordinaria del 7,6‰. «Se si
considera che moltissimi comuni stanno calcolando a rialzo le
aliquote, la cifra finale in capo alle famiglie potrebbe essere
molto più alta rispetto a quei 6,2 miliardi che abbiamo stimato»
dichiara il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi.
Ecco nel dettaglio i risultati dell'indagine sul "peso
specifico" dell'Imu nei portafogli dei capifamiglia: la Cgia ha
stimato quanto hanno incassato l'anno scorso i comuni italiani con
l'applicazione dell'Ici sulle seconde e altre abitazioni (circa
3,15 miliardi di euro) e il gettito previsto quest'anno con
l'applicazione dell'Imu. Gettito che sulle prime e altre abitazioni
dovrebbe garantire all'erario e ai comuni italiani 9,3 miliardi di
euro: 3,4 miliardi provenienti dall'applicazione dell'imposta sulla
prima casa; 5,9 miliardi di euro dalle altre abitazioni. «Una
stangata - sottolinea Bortolussi - che rischia di deprimere ancor
più i consumi delle famiglie che già oggi sono ridotti al
lumicino». Ma non solo: «Se teniamo conto che anche chi rateizzerà
il pagamento dell'imposta sulla prima casa si troverà a versare il
saldo sotto Natale - aggiunge il segretario Cgia - corriamo il
rischio che una buona parte delle tredicesime se ne vada per il
pagamento di tasse e bollette. Una notizia che non farà certo
piacere a quei commercianti ed artigiani che aspettano con
trepidazione il periodo natalizio per rimpinguare il proprio
fatturato».
Di motivi per non gongolare affatto, però, gli esercenti ne
hanno già adesso che il magro Natale 2012 è ancora lontano: secondo
le previsioni dell'associazione mestrina riportate la settimana
scorsa da l'Opinione, infatti, l'Imu comporterà per le imprese
aumenti medi annui che potranno raggiungere anche l'82% rispetto
alle tariffe dell'anno scorso. Le città "maglia nera" dei rincari
sono Caserta, Pesaro, Savona e Rovigo, dove le amministrazioni
comunali hanno deciso di applicare l'aliquota massima del 10,6‰ sui
capannoni industriali: l'aumento rispetto al 2011 toccherà infatti
l'82%. In termini assoluti, gli aggravi oscilleranno tra i 749 euro
di Rovigo e addirittura i 1.378 euro di Caserta. «Molte aziende non
ce la faranno a sopportare il carico fiscale» vaticina Bortolussi.
Così come, probabilmente, avranno seri problemi anche altrettante
famiglie.