What Price Martino?

Quanto dobbiamo pagare per avere Antonio Martino alla Presidenza della Repubblica italiana? Siamo pronti a sostenere il “costo”. Ad ogni costo, come si dice. Ci sono le bombe della sinistra in Italia grazie a Napolitano, capo di una sinistra “altra”, quella che innesca e fa scoppiare un altro tipo di bombe, meno rozze e truculente di quelle vere ma non meno deflagranti e cattive. Il centrodestra ha sbagliato nel rinnovare Giorgio Napolitano alla presidenza, il quale, infatti, si è rivelato il peggior presidente della nostra storia della Repubblica, financo, ove possibile, peggiore del bigotto e ottuso Oscar Luigi Scalfaro. In Italia non c’è, ferma e forte, una presenza di centro destra liberale, il capitolo politico è tutto ancora da scrivere. Lasciamo che lo cominci a scrivere e a fare Antonio Martino, liberale doc.

Economista, ex ministro degli Esteri, ex ministro della Difesa, liberale nella prima Forza Italia, non ancora cioè contaminata dal protagonismo di Berlusconi in calore, potrà portare avanti la politica economica liberale per e nel nostro Paese. E parlare con l’Europa, dove è necessario un grande piano di investimenti con emissione di eurounionbond per almeno cinquecento miliardi. Potrà ricontrattare l’euro perché ne conosce bene i limiti dell’uscita come quelli attuali, e fare ricontrattare l’Europa all’Italia quale principale attore protagonista, per circoscrivere e arginare la Merkel e l’Europa catastroficamente a trazione tedesca, quella di oggi.

Di fronte all’irreversibile slittamento della forza economica da occidente verso oriente, in Europa è necessario circoscrivere l’egoismo della Germania, un Paese esportatore che ha un enorme surplus della bilancia dei pagamenti a discapito degli altri, e che frena sugli investimenti interni contribuendo significativamente alla depressione europea e della propria stessa economia, che, con un pil allo 0,5 è al limite della deflazione. Merkel non ha alcuna visione europeista, ma solo tedesca e della peggiore specie, ovvero quella della Germania dell’est da cui proviene. C’è bisogno che, in qualità di nostro Presidente della Repubblica, si faccia avanti a fare da scudo Antonio Martino.

L’Italia ha ancora grandi risorse. Per dare spazio alla ripresa sono necessarie riforme vere. In Italia Antonio Martino ci consentirà di andare ad elezioni democratiche – oggi ciecamente negate - e, con il nuovo governo eletto, consentirà di porre in essere la profonda riforma della pubblica amministrazione italiana per una drastica riduzione della spesa corrente, a cominciare dalle regioni che sono il buco nero della spesa pubblica. I risparmi ottenuti, almeno 40 miliardi, serviranno alla riduzione equivalente delle tasse, su famiglie e imprese. Seguirà il programma di privatizzazioni per diminuire il debito pubblico. Un’Inghilterra esausta invocava Winston Churchill, dopo che, per oltre un ventennio, era rimasto fuori dal Parlamento. L’opinione pubblica, i cittadini, tutti gli inglesi, chiedevano all’unisono quale fosse il prezzo da pagare per avere Churchill al comando. Analogamente noi italiani, oggi, ci chiediamo, pronti a pagarlo, quale è il prezzo di un liberale al Quirinale. Che prezzo per Martino?