“Ti racconto la politica”

Studia, leggi e medita; non nutrirti di illazioni! Emotività, suggestione, pregiudizio e veemenza non aiutano l’intelligenza.

I Delegati (Capitolo n. 12)

La conoscenza è un sacrificio utile e non esiste strada veloce o gratuita che trasformi l’ignoranza in competenza. Per darti un piccolo esempio, anticipo che nelle righe che seguono si descrive cosa sia un delegato; in linea di massima, forse lo sai già, ma è improbabile che tu conosca i trucchi e le manfrine “congressuali” consumate dai partiti intorno ad esso... ecco, leggi e saprai! Conoscerai la figura del delegato e il ruolo “strategico” che ricopre. Molto semplicemente, il delegato è una persona alla quale è conferito incarico di rappresentanza, nella fattispecie dei congressi, vota per altri. Nei partiti politici, i delegati non sono semplici iscritti che portano il proprio voto e quello di un altro, ma sono dei super-delegati che possono portare deleghe per centinaia se non migliaia di voti.

Va da sé che - in ordine ai “giochetti” accennati nel precedente capitolo 11 - la faccenda dei delegati sia intricata. Il congresso di un partito è un’assemblea che elegge i dirigenti del partito stesso. Come detto nelle precedenti puntate, i congressi si svolgono a tutti i livelli territoriali. In genere, fino al livello provinciale compreso, il voto avviene procapite (ogni iscritto vota per sé), invece nei livelli regionali e nazionali il voto è per delega, votano cioè i delegati che sono stati in precedenza eletti nei congressi territorialmente inferiori. In sintesi, i congressi territoriali minori eleggono i propri dirigenti locali di partito e anche i delegati al futuro congresso regionale che, a sua volta, eleggerà quelli nazionali. Un delegato che si reca al congresso col suo carico di voti è “prezioso”; capita pertanto che sparisca, che sia comprato, che abbia degli incidenti o, si badi bene, che metta in difficoltà un congresso intero.

Quanto precede, lascia immaginare come sia facile che nei congressi si concepisca il feto di quell’immoralità che uccide la dimensione etica del voto. Lì si gioca più potere che nelle elezioni pubbliche e si consumano abusi, inganni, ricatti, falsità, colpi di mano e reati che vengono incredibilmente avallati da un ipnotico linguaggio che richiama ai valori e al bene della società... ce ne occuperemo a fondo. Nel capitolo 5 abbiamo visto che il totale dei tesserati ai vari partiti è più o meno il 2 per cento degli italiani e che metà delle tessere è falsa. I conti sono facili: il 2 per cento diviso due, vuol dire che l’insieme degli iscritti veri a tutti i partiti è ottimisticamente l’uno per cento degli italiani. Approfondiremo nei futuri capitoli, ma ciò significa che perfino meno dell’uno per cento degli italiani ha ragione sul rimanente 99 per cento. Una notizia scandalosa che nessuno racconta. Ciao a tutti e alla prossima!