“Ti racconto la politica”

Ti blindo la lista (Capitolo 32). L’ignoranza ti cerca, la cultura vuole che la cerchi. Per quale insensato motivo non capiamo più che “cercare” la cultura e la conoscenza sia determinante per vivere meglio e da persone libere? Quale assurda logica ci ha infilato nella testa che la nostra attenzione debba essere attratta dal chiasso e dal bagliore di certa ridicola originalità? La conoscenza è osservazione, ascolto, lettura, riflessione e capacità d’attesa... com’è possibile che lo “scoppio” di uno stupido petardo o il “colorato” aspetto di un buffone o la vuotezza delle parole piene di “rumore” attraggano la nostra fiducia? Che possibilità ha un popolo siffatto, di opporsi a malvagie istituzioni che lo vessano, avviliscono e offendono?

Quanta presunzione occorre per credere di combattere e vincere un nemico di cui si vuole pensare di sapere tutto, mentre in realtà si sa poco più di nulla? Si possono tirare in ballo mille fantasie dilatate quanto il mondo, ma la “connessione” con i poteri costituzionali, cioè legislativo, esecutivo e giudiziario, è il partito politico, anche se il potere giudiziario prevede qualche considerazione a parte. Purtroppo per alcuni, questo è un capitolo tecnico in cui non scoppia nessun petardo né si racconta il colorato aspetto di nessun buffone.

I partiti devono celebrare i congressi, così come gli Stati democratici devono celebrare le elezioni pubbliche, ma in Italia è tutto “democraticamente” pilotabile. In precedenti capitoli, abbiamo definito con una certa precisione le piccole quantità numeriche che determinano gli equilibri tra le aree di prepotenza congressuale. La o le liste dei candidati, sono redatte dai pochi partecipanti al noto tavolino del preordino dei congressi, poi, proprio alla faccia della democrazia, vengono “blindate” per tutti. La democrazia è partecipazione ma la partecipazione è uccisa dall’apatia o dispersa in mille rivoli.

Vuoi intervenire? Allora costruisci un partito che appartenga davvero al popolo, oppure espugna uno spazio in un qualsiasi congresso e mantienilo onesto. In quest’ultimo caso, coinvolgi dei tesserati seri e prendi posto nel tavolino del preordino congressuale... diversamente, butterai via il tempo o urlerai per nulla. Le liste segnano il destino di tante cose e sono fortemente blindate contro gli intrusi. Un “solitario o solista”, non può comparire in nessuna lista ufficiale di candidati, senza una preventiva accettazione d’obbedienza. Ogni candidatura è sottoscritta, ma non è raro che i neofiti non “collaudati”, debbano firmare anche un foglio di dimissioni senza data; questo non lo dice mai nessuno.

Coloro che pensano di entrare in un qualsiasi partito per modificare l’andazzo della politica, devono conoscere ogni “veleno”, diversamente non avranno alcuna possibilità di affermarsi, se non quali parassiti dilettanti che aspirano ad una delle cariche del Manuale Cencelli descritto nel capitolo n.30. Prossimamente vedremo la differenza tra liste unitarie aperte o chiuse, liste concordate e liste contrapposte ma, comunque si chiamino, esse puntano sempre a monopolizzare tutto.