In nome del popolo italiano chiediamo riflessione

Solo in Italia può succedere che si tenga impegnato il Parlamento con urgenza e a fine legislatura, sul tema dello “Ius soli”.

“Ius soli” che oltretutto è materia talmente delicata da non potersi trattare con le botte, le maggioranze risicate, i colpi di fiducia. In un Paese come il nostro sottoposto ad una vera e propria emergenza immigrazione, che si traduce in centinaia di migliaia di persone, per lo più sconosciute che ogni anno entrano in Italia, lo “Ius soli” è non delicato, delicatissimo.

Basterebbe pensare a questo per spingere qualsiasi Governo di buon senso a pensarci non una, ma mille volte prima di concedere la cittadinanza per nascita per nascita. Eppure la scriteriatezza della maggioranza per pura avidità elettorale se ne buggera e tira dritto come se niente fosse.

In Italia solo negli ultimi sei-sette anni sono entrati più di un milione di immigrati, la stragrande parte di questi è entrata sconosciuta e come tale si è sparpagliata per il Paese. Il risultato è quello che vediamo, dal Nord al Sud il livello di tensione sociale è al limite dello scontro e della rivolta, così come quello della sicurezza che si è pericolosamente aggravato. Comuni, Province, Regioni, sono in allarme rosso sia per la accoglienza e sia per il fatto che la maggior parte degli extracomunitari resta non identificato e non identificabile con certezza. Le manifestazioni di protesta di malessere e disagio sono all’ ordine del giorno, si moltiplicano gli appelli per il blocco e il contrasto agli afflussi. Per non parlare degli episodi di criminalità importata, che palesemente sono in vertiginoso aumento.

Bene, anzi male, fare finta oppure spallucce di fronte ad una realtà tanto delicata quanto pericolosa, è semplicemente da incoscienti. Ecco perché la concessione della cittadinanza per nascita in Italia, equivarrebbe a trasformare il Paese nel giro di pochi anni in un altro Paese, un altro popolo, un’altra realtà. Come se non bastasse, si tratterebbe di una realtà le cui origini nella quasi totalità dei casi non sono verificabili per le ovvie ragioni legate alla impossibilità di farlo.

Ecco perché ci si chiede come sia possibile che in un quadro di tale serietà e delicatezza, che ove lo Ius soli fosse approvato, aprirebbe oltretutto la strada a conflitti costituzionali inimmaginabili, non si rimandi il tutto a un esame più profondo. Bene, prima che il peggio, complice la fretta e la scriteriatezza elettorale avvenga, ci auguriamo che il capo dello Stato, custode più alto della nostra Costituzione, imponga un momento di riflessione e di pausa in nome e per conto di tutto il popolo italiano. Speriamo.