«Silvio Berlusconi sarà il leader del centrodestra, ma anche il prossimo Presidente del Consiglio». Parole e musica di Antonio Tajani, che “infiamma” il popolo di mille amministratori locali di Forza Italia, nel corso di “Rivoluzione Comune, la forza dell’Italia”, Conferenza nazionale che si è tenuta ieri all’Auditorium Antonianum di Roma.

Per il presidente del Parlamento europeo, «la Corte di Strasburgo deve comprendere che non si può condannare un uomo a stare fuori dalla politica per un presunto reato. Si tratta di un obbrobrio giuridico. Per queste ragioni, sono convinto che ci siano le condizioni che consentiranno a Berlusconi di tornare a guidare il nostro Paese».

Ma Tajani, eurodeputato forzista sin dal 1994, anno di fondazione del movimento azzurro, non dimentica la sua antica professione giornalistica (è stato conduttore del Gr1 Rai e responsabile della redazione romana del Giornale, n.d.r.) e apre il suo intervento denunciando quanto sia «incredibile il fatto di vivere il tempo in cui i professionisti della stampa vengono aggrediti e uccisi».

Tajani ricorda Daphne Caruana Galizia, la giornalista d’inchiesta maltese uccisa in un attentato meno di un mese fa. «Quello che è accaduto a Malta – ricorda – mi ha fatto rabbrividire. La prossima settimana dedicheremo a Daphne la Sala stampa del Parlamento europeo. La libertà è un bene assoluto. Se non siamo capaci di garantire la libertà d’informazione per i giornalisti europei, come possiamo chiedere la garanzia dei diritti umani ad Erdogan e a Putin?».

Tajani prova a “volare alto”, parlando da convinto europeista. «In Europa – sostiene – la politica deve tornare al centro del dibattito. Ma perché esiste il rischio di un voto ai populisti? Perché la politica italiana è stata per troppo tempo assente a Bruxelles. Qualcuno mi rimprovera di parlare bene della Merkel. La verità è che la Merkel sa fare bene la cancelliera. Perché garantisce una presenza forte della Germania in Europa. Un fatto è certo: l’Italia non può e non deve uscire dall’Europa. Anche lo stesso Salvini, per fortuna, non parla più dell’uscita dall’Ue. L’Italia, insieme alla Germania, alla Francia e alla Spagna deve assumere la guida dell’Europa. Il prossimo bilancio dell’Unione deve affrontare due temi: lotta all’immigrazione clandestina, investendo in Africa e il rilancio degli investimenti. Il marchio Italia è il più importante a livello europeo. È del tutto evidente che non si debba rinunciare alla nostra identità di italiani e di europei. Piuttosto, dobbiamo difendere il nostro patrimonio culturale ed etico. Dobbiamo esserne orgogliosi. Quello europeo è l’unico continente in cui non esiste la pena di morte. Ecco perché vale la pena di battersi per i nostri valori».

Nella sua conclusione Tajani cita, ancora una volta, Berlusconi. «Come ha sempre detto il presidente Berlusconi, senza i valori siamo destinati a perdere come donne e uomini».

Ad omaggiare Antonio Tajani, nuovo plenipotenziario di Forza Italia, secondo i bene informati candidato premier in pectore, nel caso in cui Berlusconi non venga “riabilitato” in tempo per correre da frontman alle elezioni nazionali della prossima primavera, è presente tutto il Gotha del movimento: da Gasparri a Brunetta, da Romani a Toti, dalla Carfagna alla De Girolamo. A battezzare l’evento sono chiamati due direttori di quotidiani d’area: Alessandro Sallusti de Il Giornale e Arturo Diaconale de L’Opinione.

L’organizzazione dell’affollato incontro romano con gli amministratori locali forzisti porta la firma di Marcello Fiori, responsabile Enti locali di Forza Italia e di Massimo Mallegni, sindaco uscente di Pietrasanta e responsabile nazionale per i movimenti civici di Forza Italia (insieme nella foto).

La Conferenza nazionale forzista di “Rivoluzione Comune” si apre sulle note di una canzone emblematica, “Rivoluzione” di Renato Zero e sulle parole di Marcello Fiori. «Noi – afferma convinto – vogliamo promuovere una rivoluzione gentile. Ringrazio il presidente Berlusconi per aver creduto in me. Ma ciò  che mi rende più orgoglioso è il fatto di avere contribuito ad attivare una straordinaria rete composta da 6mila amministratori pubblici di Forza Italia. Da oggi nessuno può ignorare questa classe dirigente seria, appassionata, competente e dotata di autentico consenso popolare. Sono stati scaricati sui comuni nuove responsabilità ed incombenze come migrazione, sicurezza, lotta alla povertà e contraffazione, sostegno alle fasce deboli e molto altro ancora. Negli ultimi due anni ci sono stati 12miliardi di tagli di trasferimenti. La legge sugli appalti impedisce i lavori pubblici: il legislatore ha dimenticato che quasi 6mila comuni sono sotto i 5mila abitanti. E spesso non c’è nemmeno un geometra nell’organico del Municipio. Il risultato è il 37 per cento in meno di investimenti pubblici». 

Secondo Fiori, per dare slancio ai sindaci italiani, «bisogna abolire la legge Severino. Perché non è possibile che i sindaci siano colpiti da avvisi di garanzia e poi assolti. Non solo. L’idea che esista la Consip, come stazione unica appaltante, è assurdo e inutilmente dispendioso per il Paese. Un altro aspetto su cui occorre puntare è una rivoluzione digitale. Per garantire un rapporto diretto tra amministrazione pubblica e cittadino. Anche per questi motivi, con Forza Italia alla guida del prossimo governo di centrodestra, nascerà il ministero dei Comuni. Perché questa realtà deve essere riconosciuta e rappresentata ai vertici dello Stato». 

Fiori, alla platea formata da sindaci, assessori, consiglieri comunali, provinciali e regionali di tutte le regioni italiane, spiega che «il Paese è spezzato tra grandi differenze e ha bisogno di istituzioni più forti che sappiano fare il loro mestiere. Lo Stato mette nuove tasse e nuove regole, spesso nemmeno senza spiegarle. Agli italiani sono stati chiesti sempre più sacrifici».   

Il giovane dirigente forzista conclude il proprio intervento citando «un’eccezionale scrittrice e una grande italiana: Oriana Fallaci. Condivido il suo pensiero quando afferma di riconoscersi in un’Italia coraggiosa, che non si lascia ricattare e che va fiera della propria identità».

Massimo Mallegni annuncia che il movimento è «pronto al dialogo, al confronto diretto e costruttivo con tutte le liste civiche. Il 77 per cento dei comuni sono governati da liste civiche politiche e locali che portano in grembo uomini e donne ispirati dai principi condivisibili di tutela del bene della propria comunità».

Mallegni è convinto che «il cittadino ha premiato il civismo perché la politica dei partiti nazionali si è dimostrata troppo lontana dal loro cancello di casa. Su input del presidente Berlusconi ho già iniziato a lavorare a questo progetto per costruire, insieme ai migliaia di amministratori delle nostre città, un percorso condiviso, con l’obiettivo di non disperdere preziose esperienze maturate in un rapporto diretto con il cittadino».

Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, comunica che Forza Italia «chiederà al Governo Gentiloni di inserire nella legge di Stabilità un maxi finanziamento per le nostre forze dell’ordine. Non è vero che non ci sia la copertura economica. Lo Stato spende 5miliardi di euro per l’accoglienza, quando basterebbe un miliardo per le nostre forze dell’ordine. Alle forze di polizia non vengono pagati nemmeno gli straordinari per l’anno in corso. Anche se siamo all’opposizione siamo decisivi: chiederemo un maggiore stanziamento».

Renato Brunetta, capogruppo dei deputati di Forza Italia alla Camera, attacca i governi di centrosinistra e parla del rilancio delle periferie. Sostiene che «non si possono risolvere i problemi dell’Italia varando le unioni civili e lo Ius Soli. Si tratta esclusivamente di collanti ideologici per tenere unita una sinistra sfasciata, senza più proposte. Forza Italia si impegnerà per fare ripartire una legge sulle infrastrutture. È necessario un piano Marshall per rilanciare le nostre periferie. Con noi al Governo finirà il degrado culturale e infrastrutturale del Paese».

Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, nel corso di un dibattito moderato del direttore del Giornale Alessandro Sallusti, nell’ambito della Conferenza nazionale di “Rivoluzione Comune”, si scaglia frontalmente contro il segretario del Pd. «Matteo Renzi  – sostiene – ha accettato i migranti per ottenere dall’Europa una deroga sul Patto di stabilità. Questa è la verità. A proposito degli enti locali, purtroppo il partito ha subito una dolorosa e ingiustificata frammentazione. Ma questo è un problema di tutta la coalizione. In ogni caso, questa nuova legge elettorale ci favorisce. Abbiamo di fronte la partita della vita. Esiste la possibilità di vincere le elezioni. Ma occorrono tre valori imprescindibili: unità, forza e coraggio».

Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, punta sull’orgoglio forzista. «Sesto San Giovanni – ricorda – una volta chiamata la Stalingrado d’Italia, ora è la dimostrazione del buon governo, grazie alla guida del sindaco di Forza Italia Roberto Di Stefano. Ma, senza falsa modestia, anche il fatto che una terra come la Liguria sia amministrata dal sottoscritto, espressione di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, vuol dire che il vento è cambiato. Vuol dire che non esistono più roccaforti. Vuol dire che i governi locali ora sono contendibili. E, a breve, tornerà contendibile, grazie ad una legge elettorale che giudico positivamente, anche il governo nazionale. Per una nuova stagione del centrodestra alla guida del nostro Paese».

Secondo Mara Carfagna, consigliere comunale a Napoli e portavoce del Gruppo di Forza Italia alla Camera, l’incontro con gli amministratori rappresenta il cuore del movimento. «Se vogliamo farci trovare pronti per vincere le elezioni – chiosa – è necessario ripartire da qui, valorizzando il sacrificio quotidiano di sindaci, assessori, consiglieri che fanno i conti tutti i giorni con le sofferenze, i disagi, ma anche con i sogni e le aspettative».

Nunzia De Girolamo, deputato di Forza Italia alla Camera, è certa che «le prossime elezioni saranno vinte da Forza Italia e dal centrodestra. Ma occorrono ulteriori elementi per “sbloccare” il Paese: chiusura totale sul tema dell’immigrazione e rilancio dell’agricoltura».

Secondo il direttore de L’Opinione Arturo Diaconale, intervenuto all’incontro, «in Italia esiste un’emergenza che si chiama “oppressione” fiscale. Le tasse locali aumentano perché calano i trasferimenti dallo Stato. Ma per invertire la rotta, sono necessarie delle proposte concrete. Forza Italia e il centrodestra, su questo terreno, hanno un’occasione storica: una volta al governo, devono fare voltare pagina al nostro Paese, attribuendo più risorse e meno rischi ai sindaci italiani».