Arrestato per estorsione candidato M5S

In campagna elettorale parlava di reddito di cittadinanza e di “ridare alle persone l’orgoglio e la dignità di un lavoro e di una retribuzione che li renda liberi”. Citava persino l’ex capo dello Stato e partigiano Sandro Pertini, l’imprenditore Fabrizio La Gaipa, perché “come diceva lui chi ha un proprio reddito e la propria dignità è una persona libera che voterà liberamente e che farà il bene della società”. Ma a frenare le ambizioni politiche di La Gaipa, primo dei non eletti del Movimento 5 Stelle ad Agrigento alle recenti elezioni regionali, sono stati proprio due suoi dipendenti che lo hanno denunciato perché il loro titolare li avrebbe minacciati di licenziamento se non avessero accettato un salario più basso rispetto a quello dichiarato in busta paga. L’accusa mossa dalla Procura di Agrigento all’imprenditore del settore alberghiero, finito ai domiciliari, è di estorsione. L’indagine è condotta dalla squadra mobile che ha raccolto oltre alla testimonianza dei due dipendenti anche alcune registrazioni che inchioderebbero La Gaipa, 42 anni, con un passato da giornalista (ma è stato cancellato dall’albo un anno fa) e da presidente del Consorzio turistico Valle dei Templi.

“I dipendenti, persone offese del reato - dice il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio - hanno offerto riscontri documentali e audio alle loro dichiarazioni accusatorie nei confronti degli indagati”. Secondo Patronaggio “il fenomeno delle ‘false buste paga’ è particolarmente diffuso nell’agrigentino e oggetto di particolare attenzione investigativa da parte dell’Ispettorato del Lavoro oltre che delle forze di polizia”. Con Fabrizio La Gaipa è indagato anche il fratello Salvatore, per il quale i magistrati hanno disposto il divieto di dimora in città. Titolare del Costa Azzurra Museum sul litorale agrigentino di San Leone, La Gaipa era l’unico candidato del capoluogo nel collegio di Agrigento ed era giunto terzo con 4.357 voti, risultando il primo dei non eletti. Durante la campagna elettorale ad Agrigento si era fatto fotografare insieme al leader del M5S Luigi Di Maio, al parlamentare Alessandro Di Battista e al candidato a governatore in Sicilia, Giancarlo Cancelleri. Il collegio dei probiviri dei 5 Stelle ha disposto la sua sospensione in via cautelare in base agli articoli 4 e 5 del regolamento del Movimento. Che in un post sulla pagina Facebook del M5S giudica l’arresto come un fatto “molto grave che riguarda la sua persona e la sua impresa, ma non essendo stato eletto non è un rappresentante del Movimento”.

E chiarisce che “durante il periodo della campagna elettorale e fino a ieri nulla risultava a suo carico”. Il M5S sottolinea che “La Gaipa ha ricevuto immediatamente la sospensione dai probiviri ed è quindi fuori dal Movimento”, mentre “negli altri partiti gli arrestati determinano la maggioranza all’Ars”. Altri due candidati pentastellati, pure loro non eletti, erano finiti al centro di polemiche durante la campagna elettorale: Giacomo Li Destri, candidato nella lista a Palermo, perché suo cugino, omonimo, è imputato di mafia perché ritenuto punto di riferimento del clan di Trabia, sul quale pende una richiesta di condanna a 14 anni di carcere; e Gionata Ciappina, candidato nella lista del M5S a Catania, perché condannato due anni fa dal Tribunale militare di Napoli a due mesi di reclusione per violata consegna e abbandono di posto aggravato in concorso, quando era appuntato dei carabinieri.