Un patto antinciucio

Ha ragione Matteo Salvini a proporre un patto antinciucio da suggellare di fronte a un notaio, con Giorgia Meloni e soprattutto Silvio Berlusconi. È, infatti, specialmente il fronte del Cavaliere a suscitare perplessità sul posizionamento inequivocabilmente antagonista a Matteo Renzi. Del resto, per il leader leghista vale il motto “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio” e, guardando alle ultime esperienze di governo e maggioranza, non ha tutti i torti. Ma al di là di ogni considerazione personale, ciò che spinge a dare ragione a Salvini è il fatto che da Mario Monti in avanti, inciuci, larghe intese e accordi trasversali più o meno chiari hanno dettato legge.

Insomma, negli ultimi sei anni, fra patti e trasformismi tutte le maggioranze di governo hanno tradito il voto di tanti cittadini. Come se non bastasse, ed è il dato più rilevante, queste maggioranze oblique non sono riuscite a risolvere alcun problema del Paese, anzi, in molti casi hanno aggravato la situazione. Per farla breve, gli inciuci non solo non funzionano, ma per definizione complicano e impediscono la soluzione dei mali reali dell’Italia. Oltretutto, spingono i cittadini ad allontanarsi sempre di più dal voto e dalla politica, offrendo il fianco a un astensionismo che è sempre più preoccupante.

Ecco perché Salvini fa bene a chiedere agli alleati un impegno definitivo sulle scelte preelettorali e postelettorali. Del resto, gli stessi sondaggi confermano che il centrodestra può vincere solo se è unito e se garantisce una collocazione nettamente antagonista al Partito Democratico e a Renzi.

Oggi più che mai è necessario recuperare quel patto di fiducia e di appartenenza con gli elettori che in questi anni ne hanno viste e subite troppe. Dulcis in fundo, le larghe intese da noi non funzionano e dunque insistere nel ritenerle elemento di stabilità di fronte a risultati incerti del voto è altrettanto sbagliato. Meglio, molto meglio, tornare alle urne nel caso in cui l’esito fosse barzotto oppure indeterminato.

Al Paese serve un Governo sostenuto da maggioranze chiare e coese; questo chiedono gli italiani e lo chiedono per tornare a credere in una classe politica che ha perso gran parte della sua credibilità.