Moschee e imam: fuori i nomi di chi si oppone alla proposta di legge

Si rendano noti i nomi dei deputati che alla Commissione Affari costituzionali della Camera hanno bocciato la proposta di legge che introduce e disciplina il Registro pubblico delle moschee e istituisce l’Albo nazionale degli imam in Italia.

Gli italiani devono conoscere chi impedisce la trasparenza e il controllo nel nostro Paese degli adepti e sacerdoti della confessione islamica, seconda alla religione cristiana oggi in Italia. I soggetti che oggi impediscono di istituire e mantenere tale necessario controllo e disciplina sono da identificare e pubblicizzare e loro va imputato qualsivoglia atto di terrorismo e non di matrice islamica si verifichi sul territorio italiano. Quanto accade in Europa e nel mondo impone l’emanazione della legge presentata.

È noto infatti che nelle moschee e nelle scuole coraniche viene diffusa l’ideologia islamista antioccidentale, e gli imam e i precettori coranici sono coloro che “insegnano” e impartiscono proclami di guerra e di morte contro l’Occidente. Spesso centri nevralgici di “raccolta” del terrorismo islamico in attività. L’assenza di controllo e di disciplina da parte dei Paesi ospitanti come l’Italia, è il terreno fertile su cui cresce l’indisturbata maggioranza dei foreign fighters radicalizzati islamici.

Dopo gli attentati in Europa è indispensabile regolamentare moschee e imam attraverso non solo pubblici registri ma adottando controlli rigorosi di sicurezza, all’interno degli edifici e sul territorio, di modo da procedere prontamente alla chiusura ove non in regola con le nostre leggi di prevenzione e di sicurezza. Come ogni culto presente sul territorio italiano, anche quello islamico deve essere rilevato e regolamentato. In tal senso è oggi necessario identificare e fare i nomi, rendere responsabili coloro che, dalla Commissione Affari costituzionali, ostacolano la legittima pretesa e il diritto dello Stato e dei cittadini italiani a vivere in tranquillità e sicurezza. Se deputati peraltro mai eletti dagli italiani si oppongono a una legge che oltre che legittima difende e tutela noi tutti, è bene vengano oggi pubblicamente individuati, e pubblicamente resi responsabili per oggi e anche per il futuro.