No Ius soli, la sinistra vuole l’Italia come una grande sala parto

Il primo compito di chi guida un Paese è quello di tutelare i suoi cittadini. È il principio universale che determina le politiche dei governi, quello su cui il popolo valuta gli esecutivi e decide se rinnovare loro la fiducia o cambiare. In Italia questa saggia e regolare impostazione sembra invece sovvertita. Infatti, l’ennesimo Governo non votato né scelto dai cittadini attraverso democratiche elezioni vorrebbe a tutti i costi approvare lo Ius soli, ovvero quel diritto per chi nasce nel nostro Paese di essere automaticamente italiano. Così il nostro si afferma come l’unico Paese dove non si tutelano i diritti dei cittadini autoctoni e, piuttosto, si pensa a tutelare gli stranieri. Viene difficile non pensare che questa fretta da parte del Partito Democratico e del Governo Gentiloni non sia dettata dalle imminenti scadenze elettorali. Riuscire ad approvare questa legge entro fine legislatura con tutta probabilità porterebbe alla sinistra un numero considerevole di voti da parte di tutti coloro i quali usufruirebbero dello Ius soli, intere generazioni che non dovrebbero più soddisfare gli attuali parametri per l’ottenimento della cittadinanza italiana. Oppure, ancora più realisticamente, a riavvicinare la sinistra e il Pd...

Questo significherebbe aprire di fatto le porte della nazione a un’invasione senza precedenti. L’Italia diventerebbe una gigantesca sala parto, un reparto di ostetricia, dunque una irresistibile tentazione per quella moltitudine di persone, più o meno disperate, che già attraversano deserti e mari per raggiungere le nostre coste. Gente che merita di essere aiutata nel loro Paese, come inascoltati diciamo ormai da anni, senza essere incentivata a intraprendere questi viaggi della speranza che diventano viaggi disperati. L’Italia sul fronte dell’accoglienza ha dato molto di più rispetto ad ogni altro Paese membro dell’Unione europea. E purtroppo i risultati sono evidenti nelle nostre strade, nei nostri quartieri, dal nord al sud, dove il business dell’accoglienza a tutti i costi ha creato di fatto solo degrado e insicurezza.

Su questa sorta di sanatoria mascherata da diritto, Fratelli d’Italia proprio domenica scorsa ha organizzato una consultazione popolare. In centinaia di gazebo su tutto il territorio nazionale ben 70mila italiani hanno espresso il loro parere per dire no allo Ius soli. Un numero considerevole di cittadini ai quali si devono aggiungere le migliaia di persone che si sono espresse online sul sito nazionale del partito www.fratelli-italia.it e su www.stopiussoli.com, spazi nei quali invitiamo a navigare tutti coloro che vogliono bloccare questa assurda legge targata sinistra, e dire ancora una volta forte e chiaro: prima gli italiani.

Il nostro Paese ha bisogno di serie politiche di rilancio economico che possano garantire stabilità e serenità a chi ogni giorno paga le tasse per servizi scadenti e approssimativi, con una pressione fiscale altissima. I regali da campagna elettorale, in primis per gli intellettuali radical chic che si ritrovano a parlare nei salotti bene della città, non interessano a chi si alza al mattino alle 5 per andare a lavorare, stando fuori casa più di dieci ore per portare a casa uno stipendio minimo, sottraendo tempo prezioso ai propri affetti e alla propria famiglia. Sono queste categorie che uno Stato responsabile e serio deve pensare a tutelare prima di tutto il resto.

Di provvedimenti legittimi, affidabili e concreti per il rilancio della nostra Italia avremo modo di parlare a Trieste nel prossimo fine settimana, quando nelle giornate del 2 e 3 dicembre si terrà il secondo congresso nazionale di Fratelli d’Italia e insieme a migliaia di delegati, simpatizzanti e cittadini sceglieremo la strada migliore per la nostra Nazione verso un Governo finalmente eletto dal popolo. Il principale diritto da garantire agli italiani.

(*) Consigliere regionale del Lazio e membro dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia