Salvini vuole sfilare l’Ugl alla Meloni

Lo vedono camminare vicino al palco di Matteo Salvini. Ed è una conferma di quanto trapelato nei giorni scorsi. Siamo a Roma, pieno centro, Piazza Santi Apostoli. Nel giorno del “no” allo Ius Soli. Francesco Paolo Capone, segretario generale Ugl, è presente alla manifestazione della Lega. E la sua presenza è la testimonianza di una nuova alleanza tra la sigla sindacale e il partito sovranista. L’Ugl ha profonde radici storiche nella destra sociale italiana. Nasce dalla Cisnal, vicina al Movimento Sociale di Giorgio Almirante. È ben radicata al Sud e, fino a oggi, aveva un rapporto preferenziale con Giorgia Meloni. 

Salvini ha predisposto tutto nel dettaglio, ma ciò che è chiaro a tutti, oltre alla sua invettiva, è un disegno orchestrato nei minimi particolari: rubare voti a Fratelli d’Italia, prendere un voto in più di Silvio Berlusconi e conquistare la premiership del centrodestra. Un disegno che i sondaggi, almeno in parte, tendono a confutare. Lui, intanto, ci prova. 

Capone non è solo. Vicino al segretario ci sono Gianni Alemanno e Francesco Storace. I massimi rappresentanti del Movimento Nazionale per la Sovranità. Da giorni hanno siglato un accordo elettorale con Salvini per una nuova proposta che ingabbierebbe proprio la leader di FdI. Lei è furiosa. E la loro presenza lì non è un caso. Alemanno, dopo la partecipazione alla raduno contro i clandestini a due passi da Piazza Venezia, scriverà su Facebook: “In questa splendida domenica con migliaia di italiani che non si arrendono, che segnano un Paese sicuro, forte e libero”. C’è poi Storace. È proprio la presenza dei due storici personaggi a confermare che il comizio romano rappresenta le prove generali per una gara più grande: la conquista della Capitale, del Sud e della bandiera della destra. 

Una mossa studiata che impone l’acquisizione - grazie al lavoro di vicesegretario Giancarlo Sposetti - di una nuova alleanza con il sindacato. Capone è l’ultimo di una serie di segretari eletti dopo il terremoto che coinvolge Renata Polverini, che nel marzo 2017 viene indagata per “spese pazze” e deve rinunciare all’obiettivo di riconquistare la poltrona più alta dell’Ugl, abbandonata pochi anni prima, lasciando il sindacato in un cumulo di macerie. 

Rilanciare l’Ugl è lo scopo principale di Capone e probabilmente, la scelta di seguire Alemanno e Storace in questa nuova avventura, ha questo specifico proposito. Ciò che resta sono le voci che insidiano Meloni e soci. La corsa di Salvini al Sud imporrebbe questa traccia: rubare a destra per vincere. Non a caso Matteo non si lascia scappare un’occasione per presidiare il meridione. L’ultima pochi giorni fa in Puglia dove si reca per presentare un libro su Salvatore Tatarella. 
Il nuovo corso della Lega passerebbe proprio da qui. Dalla celebrazione di un cognome grande per la destra come quello dei Tatarella. Pinuccio e Salvatore sono due politici che forse più di ogni altro in Puglia e al Sud hanno retto il vessillo della destra. Quella storica, l’Msi, e quella più moderna, Alleanza Nazionale, sempre all’insegna del dialogo e del riformismo. I due fratelli sono scomparsi, ma inserirli nel pantheon leghista e, riuscire a farsi identificare dagli elettori come i loro legittimi eredi, vorrebbe dire fare un grosso colpo. 

Salvini questo lo sa. Salvatore è stato suo collega a Strasburgo. Pinuccio è stato uno storico vicepremier ai tempi del primo governo Berlusconi e vicepresidente della bicamerale guidata da Massimo D’Alema. Se i Tatarella e il loro bacino elettorale davvero entrassero nell’orbita della Lega, significherebbe molto in vista delle prossime elezioni politiche. La lotta per la leadership passerebbe proprio da qui. Chissà gli elettori cosa ne pensano.