Il presidente del Senato Grasso ricorda Piersanti Mattarella

Il 6 gennaio 1980 viene ucciso a Palermo il presidente della Regione siciliana, Piersanti Mattarella, fratello del capo dello Stato, Sergio. Trentotto anni dopo, in Via della Libertà, tra il numero civico 135 e il 137, nel luogo dove è avvenuto l’omicidio, il presidente del Senato Grasso ha voluto ricordare il politico democristiano.

“Le indagini non finiscono mai - ha affermato Grasso - non devono finire mai, perché la verità va cercata sempre, in ogni momento: non ci dobbiamo mai arrendere. Vedremo se ci saranno ulteriori riscontri su questa “pista nera” che non contrasta con il quadro di una convergenza di interessi, di una simbiosi tra politica e mafia e anche di interessi prettamente politici, che hanno voluto fermare l’azione politica di Piersanti Mattarella”.

Grasso quella mattina era il pubblico ministero di turno. “Fui chiamato - ricorda - a fare il sopralluogo e a fare i conti con la triste realtà”. Per il presidente del Senato, “le cause della morte di Mattarella sono note. I mandanti mafiosi sono stati condannati. Ma ancora, dopo tanti anni, non si è riusciti a individuare i killer. Io ho sempre chiesto a tutti i collaboratori di giustizia informazioni sugli esecutori materiali dell’omicidio Mattarella. Ho sempre la speranza che arrivi qualcosa di nuovo. Ci sono ulteriori elementi al vaglio della magistratura”.

Secondo Grasso, “Piersanti Mattarella voleva liberare la Sicilia dal giogo mafioso, proponendo un modello di governo trasparente ed efficace. Il suo esempio è ancora un punto di riferimento per chi sceglie di impegnarsi nell’interesse della collettività”.

Alla commemorazione, oltre ai familiari di Mattarella, hanno partecipato anche il governatore Nello Musumeci, il sindaco Leoluca Orlando, il prefetto Antonella De Miro e i rappresentanti delle forze dell’ordine.