Ragione Lazio

Questi giocano a sfasciare: in Lombardia il candidato alla Regione lo ha praticamente imposto Matteo Salvini così come in Friuli-Venezia Giulia sembra spuntarla il leghista Massimiliano Fedriga in maniera non proprio condivisa. Sul Lazio il puzzle sembra alquanto intricato: Sergio Pirozzi non molla - forte dell’appoggio di Matteo Salvini e Francesco Storace - e, provocatoriamente, ha fatto sapere che potrebbe rinunciare alla candidatura solo per fare posto a Giorgia Meloni.

Quest’ultima, in virtù dei fatto che Fratelli d’Italia è il partito di maggioranza relativa nel Lazio, rivendica il diritto di identificare in Fabio Rampelli il candidato unico della coalizione.

Dal canto suo Forza Italia ha fatto sapere che l’uomo in campo per il Partito di Silvio Berlusconi è Maurizio Gasparri il quale invoca come condizione propedeutica all’accettazione dell’investitura quella di essere l’unico candidato del centrodestra (e quindi che Pirozzi si ritiri).

Sembra di rivedere il film della candidatura di Guido Bertolaso al Comune di Roma nel 2016 con il tira e molla tra i partiti della coalizione che portò ad una profonda spaccatura oltre che ad una fragorosa ed inaspettata sconfitta. In quell’occasione Silvio Berlusconi, dopo un inutile tentativo di mediazione, si incazzò e decise di sostenere Alfio Marchini.

Nella mattinata di ieri si è tenuto un vertice tra Antonio Tajani e Sergio Pirozzi finalizzato a chiudere la trattativa sul Lazio. Sarà quest’ultimo il nuovo Marchini del 2018? Sarebbe una beffa.