Ecco perché hanno paura di loro

La verità è una sola, hanno una paura fottuta di perdere potere, posizioni, privilegi, vantaggi, comodità e famigli a disposizione.

Hanno paura che qualcuno finalmente tolga il coperchio della pentola, sulle banche, sui conti veri, sul perché di alcune nomine, sui centri per immigrati e sulle cooperative d’accoglienza. Hanno paura che qualcuno vada davvero a ficcare il naso nella sanità, nella storia di Alitalia, oppure nel caso del povero Giulio Regeni per come ci facciamo trattare dall’Egitto.

Hanno paura che qualcuno inizi veramente a sturare le orecchie all’Europa e alle falsità e agli opportunismi che tengono in piedi i patti, i parametri, l’Euro e quant’altro. Hanno paura che si faccia sul serio la riforma della giustizia, per spazzare via quel “potere di troppo e improprio” che ha acquisito la magistratura e che la Costituzione non gli assegna affatto. Hanno paura che qualcuno vada a scavare nel perché di certe clientele, di certi incarichi pubblici, di certi stipendi e di certe inamovibilità di tanti personaggi. Hanno paura che si metta mano alla vergogna dell’apparato pubblico dove per decenni, per ragioni elettorali si è assunto, premiato, promosso e costruito un mostro inutile, costoso, furbetto e scansafatiche. Hanno paura che si smonti l’indecenza di un sistema fiscale folle, complicato, ingarbugliato, ossessivo, persecutorio e finalizzato all’esasperazione anziché alla collaborazione. Hanno paura che si assicuri il sostegno all’intrapresa, ai piccoli imprenditori, ai negozianti, agli autonomi e agli artigiani, anziché ai pochi soliti gruppi di potere che hanno sfruttato l’intervento pubblico a uso e consumo. Hanno paura che qualcuno parli e pensi ai giovani così come agli anziani, perché i primi lo diventeranno e gli altri lo sono stati.

Giovani e anziani non sono gli uni l’opposto degli altri, ma elementi di un continuum sociale che deve restare insieme con equilibrio e dignità. Hanno paura, infine, che si tolga di mezzo il principio scriteriato dell’accoglienza senza limiti che non è possibile, non è compatibile e nemmeno caritatevole. L’amore nei confronti degli altri non si dimostra ammucchiandoli in centri fatiscenti, sparpagliandoli come sbandati nei territori, lasciandoli in mano al malaffare, avviandoli al lavoro nero e alla delinquenza anziché alla nostra cultura civile. Insomma, hanno paura del centrodestra e in particolare di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, perché sanno che con loro la pacchia, l’ipocrisia, le conventicole, i furbetti del quartierino e le cordate finiranno.

Ecco perché sinistra e centrosinistra tremano e travasano di bile e di attacchi ipocriti al centrodestra in ogni modo e con ogni mezzo d’informazione. Hanno paura come mai nella loro storia perché sanno che la corda si sta spezzando, che hanno superato i limiti della pazienza, che la gente non abbocca più e non ne può più e soprattutto perché il 4 marzo è terribilmente vicino.