Governo del Presidente?

Sono in molti a non aver digerito l’intervista al Corriere della Sera nella quale Massimo D’Alema ha lanciato l’ipotesi di un governo del presidente dopo le elezioni. Eppure, se i sondaggi saranno confermati, nessuna forza politica avrà probabilmente la maggioranza necessaria per governare. Ciononostante, tutti i soggetti in corsa promettono agli italiani che formeranno un governo forte, stabile e autorevole.

Il governo del presidente è, per definizione, una convergenza di tanti partiti diversi attorno a obiettivi limitati, da realizzare entro una scadenza ravvicinata. Una sorta di larghe intese a tempo. L’affermazione di D’Alema circola insistentemente nei salotti romani e qualcuno ricorda un episodio poco conosciuto risalente alla nascita del primo governo Berlusconi, nel 1994. Poco a che vedere con l’ipotesi Dalemiana, ma comunque un precedente. È da ricordare che il Governo Berlusconi stava nascendo con la fiducia di Forza Italia, Lega Nord e Alleanza Nazionale, formazioni cioè del tutto nuove nel panorama politico e, in quanto tali, viste con una buona dose di sospetto dalla politica tradizionale e dall’Europa. 

Il giorno dell’insediamento, il presidente Oscar Luigi Scalfaro fece recapitare una lettera al neo premier Berlusconi per ricordargli le prerogative del Quirinale e il suo ruolo di garante. In pratica, un modo per niente velato di porre le decisioni del governo sotto la supervisione della massima carica dello Stato e costruire una specie di gabbia entro il quale il governo avrebbe potuto muoversi.

Berlusconi, ovviamente, mal tollerava l’idea di dover governare sotto tutela, ciononostante accettò per correttezza istituzionale di far visionare preventivamente al presidente Scalfaro le decisioni e le nomine più importanti. Secondo i beneinformati, qualche frizione vi fu ugualmente, come quando Berlusconi trasmise al presidente la legge finanziaria nell’imminenza della scadenza dei termini, lasciandogli così poco tempo per studiarla, o quando Berlusconi non informò il presidente sugli esiti di un vertice con i capi di governo.

Il governo durò in carica soli otto mesi, un tempo breve entro il quale, tuttavia, il presidente della Repubblica fece sentire tutto il suo peso istituzionale. Una situazione diversa da quella attuale, ma che qualcuno oggi ricorda prefigurando maggioranze parlamentari inattese.