Matteo Salvini: calma e gesso

Era chiaro che il Paese, per via di una serie di scelte iniziate con la destituzione di Silvio Berlusconi nel 2011 fino alla decisione di non votare dopo il no al referendum, fosse a rischio 5 Stelle. Del resto nessuno potrebbe negare che il grande salto dei grillini si sia compiuto da Mario Monti fino a Paolo Gentiloni.

In questi sette anni, per via della volontà di Giorgio Napolitano e dell’arroganza dei governi Monti, Letta e Renzi, è stata fatta una frittata che peggio non sarebbe stato possibile. Le colpe e i colpevoli del risultato elettorale sono chiari, compresa la scelta della legge Rosatellum che porta il nome e il marchio del centrosinistra. Il resto lo hanno fatto gli italiani del Sud che hanno abboccato alla proposta di una politica dell’assistenza fatta da Luigi Di Maio e che invece rappresenta proprio il dramma economico e politico nostrano. Non può essere infatti il reddito di cittadinanza e l’uso del debito a vanvera la chiave di ripresa del Paese. Al netto dunque della pericolosa faciloneria con cui gli italiani hanno ritenuto di affidare protesta e futuro a un comico, resta un risultato inequivocabile che afferma il centrodestra come coalizione vincente.

Insomma, piaccia o meno agli odiatori di professione che offendono a prescindere dando dei fascisti a quelli che non la pensano come loro, l’unica coalizione in grado di proporsi al governo è e resta quella di centrodestra. Ecco perché diciamo calma e gesso, perché se il centrodestra saprà trovare con il buon senso quel quid che manca alla maggioranza assoluta la legislatura potrà partire bene. Per questo invitiamo Matteo Salvini, che probabilmente sarà l’uomo che riceverà da Sergio Mattarella l’incarico, a svolgerlo insieme agli alleati con quella dose di realpolitik indispensabile in questi casi. Solo così si potrà formare un nuovo governo e dare al Paese per un verso un futuro migliore e per l’altro la certezza di essersi emancipato dal rischio grillino.