Salvini progetta una visita in Libia

Non c’è ancora una data, ma la decisione è presa. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha intenzione di volare in Libia. È probabile che sbarchi a Tripoli entro la fine del mese. A quel punto, Salvini dovrà discutere, soprattutto, di nuove regole d’ingaggio condivise tra l’Italia e la Libia sulla questione dei flussi migratori. L’obiettivo è evidente: chiedere all’Europa di tirare fuori parecchi quattrini, stornandoli da quelli elargiti alla Turchia e individuare in Libia più referenti che possano condividere il progetto. Il modello è chiaramente quello turco. Nel recente passato, la Germania, forzando l’Europa, ha stretto un patto con Recep Tayyip Erdogan: tre miliardi di euro per fare da “tappo” in Turchia all’esodo dei profughi siriani. In cambio, la Merkel ha chiuso un occhio sulla deriva autoritaria imposta al Paese dal presidente turco. L’intenzione di Salvini è di sperimentare quel modello in Libia.

Un’operazione già provata, a suo tempo, dal predecessore del leader leghista al Viminale, Marco Minniti. Non a caso, Salvini ha più volte sottolineato il proprio apprezzamento nei confronti dell’operato del deputato del Pd. Infatti, ha intenzione di rafforzare quella esperienza. Ma senza gli attuali “vincoli umanitari”. In realtà, il vicepremier del governo gialloverde deve cercare di stringere nuovi rapporti diplomatici con il presidente Fayez al-Sarraj. Ma, a questo proposito, è necessario che Salvini inauguri un dialogo anche con quelle tribù e milizie che controllano la Libia. Senza dimenticare che in Libia, com’è noto, è emersa una nuova leadership, quella del “generale” Khalifa Haftar, uomo-forte della Cirenaica. Un interlocutore con cui Salvini dovrà, inevitabilmente, fare i conti.