Attracco della Diciotti a Trapani: scintille Lega-M5S

La Diciotti è entrata nel porto di Trapani. La nave della Guardia costiera, con a bordo 67 migranti soccorsi quattro giorni fa dal cargo Vos Thalassa, attraccando scatena le polemiche tra i leghisti e i grillini. “Io non voglio farmi prendere in giro − ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini − finché non c’è chiarezza su quanto accaduto io non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti: se qualcuno lo fa al mio posto se ne assumerà la responsabilità. O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state e allora devono pagare o l’aggressione c’è stata e allora i responsabili devono andare in galera”. Frattanto, la senatrice pentastellata Paola Nugnes torna a criticare la gestione della questione migranti. In un post su Facebook attacca frontalmente Salvini, senza mai nominarlo: “Io  rivendico – ha scritto la Nugnes – soluzioni strutturali dentro i limiti dei diritti umani di tutti. Fuori da questi limiti non ci sono soluzioni ma solo barbarie. Queste soluzioni sono nel nostro programma migrazione M5s. Quello che ho spiegato elettore per elettore, in campagna elettorale, casa per casa. Ogni altra demagogia e mistificazione è solo sfruttamento sullo sfruttamento. Chiedetevi cosa sarebbero alcuni, cosa resterebbe di loro, se il problema d’incanto non ci fosse più, se non fosse mai esistito. Dubitate sempre di chi specula”.

Nel frattempo, impossessamento la nave, minacce e violenza sono i reati ipotizzati dalla Squadra Mobile di Trapani e dagli uomini del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato nei confronti di due dei 67 migranti arrivati con nave Diciotti nel porto trapanese. Il rapporto non è stato ancora consegnato al procuratore Alfredo Morvillo. I reati sarebbero stati commessi nei confronti del comandante e dell’equipaggio della Vos Thalassa dopo che i migranti avevano scoperto che la nave stava dirigendosi verso la Libia. I destinatari potrebbero essere “i due facinorosi” citati da Salvini parlando di “un ghanese e di un sudanese”. I migranti arrivati sono stati accolti dalle “magliette rosse” del presidio antirazzista: “Benvenuti. La libertà dei popoli non ha confini. Siamo tutti clandestini”. La Diciotti è stata accolta anche il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida. Il primo cittadino si è rivolto a Salvini, invocando la “legge del mare”: “Se un povero Cristo cade in mare − ha detto − bisogna salvarlo. Non possiamo metterci un piede sopra. È la legge del mare. Noi siamo una città aperta all’accoglienza. Con tutto il rispetto per le idee di Salvini non la butto in politica né in caciara o polemica. Chi sbaglia paga, vale per me e per i nostri ospiti che accogliamo. A volte bisogna fare scelte difficili, e credo che un uomo della caratura politica di Salvini debba prendersela con quelli più grossi di lui. C’è un problema che riguarda l’Europa con Paesi che sono soci solo per gli euro e non per altro”. Intanto, Salvini ha sottolineato che con il ministro Toninelli va “d’amore e d’accordo. Oggi non ci siamo sentiti ma ci siamo messaggiati. Io e i Cinquestelle non siamo mai andati così d’accordo”.

Ma per il coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Liberi e Uguali, Roberto Speranza, “Salvini debole con i forti e forte con i deboli: agnellino a Innsbruck, dove non riesce a imporre alcun ricollocamento ai suoi alleati nemici dell’Italia, lupo a Trapani dove minaccia di non far sbarcare nessuno se non in manette”. La deputata del Pd Debora Serracchiani, riferendosi a Salvini sostiene che questo sia “l’uomo che a ogni piè sospinto si vanta di parlare come papà? Uno che non fa sbarcare sei bambini dalla nave attraccata al porto di Trapani è un uomo senza cuore, di cui avere paura. Quei sei bambini, non sei delinquenti, devono scendere subito a terra. Come è stato autorevolmente ricordato e come dovrebbe pur sapere un ministro dell’Interno la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza vieta il respingimento dei minori”.