Cento migranti della Diciotti a Rocca di Papa

Dalla Sicilia fino ai Castelli Romani in pullman. L’ennesimo viaggio ancora carico di polemiche, ma senza rischi. È il destino di cento migranti, quasi tutti eritrei, che si trovavano a bordo della nave Diciotti. Ad accoglierli il centro “Mondo migliore” a Rocca di Papa, comune vicino alla capitale. La struttura da due anni ospita profughi ed è dotata di 600 posti letto, anche se fino a ieri ha ospitato 270 persone. All’interno “convivono” una chiesa e una moschea e delle scuole di italiano per stranieri. Gli altri 39 naufraghi sono rimasti nell’hotspot di Messina. Attendono il trasferimento in Irlanda e Albania. I cento profughi rimarranno pochi giorni all’interno del centro. Subito dopo verranno accolti da una serie di diocesi lungo l’Italia.

La conferma arriva anche dal sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini: “Siamo stati rassicurati − ha affermato − dalla Cei e dalla Caritas che gli ospiti saranno ricollocati in pochi giorni e che ci sono disponibilità ben superiori al numero necessario”. I cento migranti hanno viaggiato a bordo di due pullman privati, scortati dalla polizia. L’accoglienza non è stata troppo “calorosa”. Due le fazioni in campo: da una parte i militanti di estrema destra di Casapound e Forza Nuova, dall’altra un gruppo di manifestanti che ha esposto cartelli su cui campeggiava chiaramente la scritta “Welcome”. La tensione è stata prevedibile e, per fortuna, prevista. Quando nel centro è arrivato il primo pullman si sono “confrontati” i saluti romani con i canti antifascisti. Il secondo pullman è arrivato intorno alle due di notte, a causa di un guasto tecnico.