Ponte Morandi, sequestro di documenti della Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza ha sequestrato la documentazione relativa al ponte Morandi. Il provvedimento è stato eseguito nelle sedi del ministero delle Infrastrutture, del Provveditorato delle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Val d’Aosta, e della Spea Engineering spa. Il procuratore di Genova Francesco Cozzi ha dichiarato che il decreto di sequestro riguarda “tutti gli atti relativi alla costruzione e alla manutenzione del ponte, gli interventi fatti, in tutti gli uffici pubblici competenti”. Pare che fino al 28 febbraio scorso il ministero delle Infrastrutture, il Provveditorato alle opere pubbliche di Genova e la Direzione manutenzioni della società Autostrade sapessero che il ponte Morandi “aveva problemi di sicurezza”.

Secondo “L’Espresso”, il direttore delle manutenzioni di Autostrade, Michele Donferri Mitelli, ha sollecitato la Direzione generale per la vigilanza del Mit e il Provveditorato ad approvare in fretta il progetto esecutivo di rinforzo del ponte, per garantire “l’incremento di sicurezza necessario sul viadotto Polcevera”. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli manifesta la propria soddisfazione per l’intervento della Gardia di Finanza. “Sono ben felice – scrive su Twitter – che si faccia chiarezza su quanto successo in passato il Mit è a totale disposizione delle autorità che stanno indagando sul crollo del ponte Morandi”.

Frattanto, in una nota, Società Autostrade definisce fuorviante un’interpretazione allarmistica. “In relazione alla lettera pubblicata da L’Espresso – si legge nel testo – Autostrade per l’Italia evidenzia che si tratta di una ordinaria comunicazione con cui la competente direzione del Ministero delle Infrastrutture viene sollecitata per l’approvazione del progetto di miglioramento delle caratteristiche strutturali del viadotto Polcevera, per il quale era già stato prodotto il parere favorevole da parte del Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche, tenuto conto che il tempo di approvazione da parte del ministero si stava protraendo oltre il termine dei 90 giorni”.