Agrigento: non ci mancava che questa

Il procuratore di Agrigento ha preso atto della dichiarazione di Luigi Di Maio che si devono “lasciare stare”, cioè lasciare che ne facciano di ogni genere e gravità i pm. E ha aggiunto, sempre mettendosi sotto i piedi la competenza per territorio, una ulteriore, fantastica accusa a Matteo Salvini, ma, a ben vedere allo Stato italiano: quella di dover costringere l’Unione europea e i suoi organi a subire il ricatto del divieto di sbarco dei migranti.

È una sfida alla ragione prima ancora che ai principi basilari della Costituzione della Repubblica e dello stesso codice penale e di procedura penale. Francamente stento a credere che un magistrato come Luigi Patronaggio che prima d’ora si era sempre mostrato prudente e alieno da forme di teatralità giudiziaria sia giunto a questo punto ed abbia intrapreso e stia portando avanti una escalation di prevaricazioni e dispregio di ogni regola. È impossibile per tutti i cittadini e se ancora ci sono per tutte le forze politiche di destra o di sinistra, di maggioranza o di opposizione lasciar perdere certe enormità. Ne va di mezzo la credibilità stessa dello Stato e quel tanto che resta di speranza in una giustizia appena degna di questo nome.