Caso Viganò, il Papa risponde con il Vangelo

Di fronte al nuovo attacco di monsignor Carl Maria Viganò, Papa Francesco resta sulla sua linea: “La verità è mite, la verità è silenziosa, con le persone che cercano soltanto lo scandalo, che cercano soltanto la divisione, l’unica strada da percorrere è quella del silenzio e della preghiera”.

Bergoglio parla durante la celebrazione della messa nella cappella della Casa Santa Marta dopo la pausa estiva. Le parole del pontefice arrivano mentre imperversano ancora le discussioni su Carlo Maria Viganò che in una lettera ha sostenuto che Bergoglio fosse a conoscenza dei comportamenti dell’ex cardinale Theodore McCarrick accusato di pedofilia. 

Il Papa è partito dall’odierno Vangelo di Luca, in cui Gesù, tornato a Nazareth, viene accolto con sospetto. La narrazione evangelica permette di “riflettere sul modo di agire nella vita quotidiana, quando ci sono dei malintesi” e di comprendere “come il padre della menzogna, l’accusatore, il diavolo, agisce per distruggere l’unità di una famiglia, di un popolo”.

Giunto nella sinagoga, Gesù è accolto da una grande curiosità: tutti vogliono vedere con i propri occhi le grandi opere di cui è stato capace in altre terre. Ma Gesù usa solo “la Parola di Dio”, un’abitudine che adotta anche quando “vuol vincere il Diavolo”. Ed è proprio questo atteggiamento di umiltà che lascia spazio alla prima “parola-ponte”, ha chiarito il Papa, una parola che semina il “dubbio”, che porta a un cambio di atmosfera, “dalla pace alla guerra”, “dallo stupore allo sdegno”. Con il “suo silenzio” Gesù vince i “cani selvaggi”, vince “il diavolo” che “aveva seminato la menzogna nel cuore”. 

Intanto secondo il Washington Post la figura del Papa emerito Benedetto XVI incombe nella polemica innescata da Viganò. Secondo il quotidiano sono state le stesse dimissioni di Papa Ratzinger nel 2013 a rendere possibile il clima di questi giorni. Secondo gli osservatori e gli insider vaticani, “è difficile immaginare” una lettera come quella resa pubblica da Viganò, nella quale si chiedono le dimissioni di Francesco, “senza che Benedetto creasse la possibilità che i papi moderni possano lasciare il proprio incarico prima della morte”.