Renzi, opposizione dura contro governo di cialtroni

Ruba la scena al segretario Maurizio Martina che parla a Firenze l’ex leader del Pd Matteo Renzi, le cose che dice alla Festa dell’Unità di Milano non sono poi così diverse ma la vis polemica è quadrupla e a sera lui traccia una linea su twitter: “Impressionante l’accoglienza ricevuta stasera. Sarà un lungo cammino ma torneremo a dare speranza all’Italia. Contro l’odio e la cialtroneria di 5 Stelle e Lega”.

Martina non lo nomina mai, anche se chiede al Pd di “smetterla con il chiacchiericcio insopportabile” interno e assicura di essere “in campo più di prima per dare una mano”. Più volte invece Renzi chiama in causa gli esponenti del governo giallo-verde “un governo di cui mi vergogno mentre sono fiero del mio e delle cose che ho fatto, anche se per qualcuno dovrei chiedere scusa e vergognarmi”. “Gridavono ‘onestà’ e a me hanno rovesciato anche i calzini, mentre la Lega ha nascosto non si sa dove 49 milioni di euro e fanno finta di nulla e ci sono alleati”, affonda Renzi, per poi attaccare Luigi Di Maio “aspetto di sentire cosa si inventerà, forse l’ora di siesta obbligatoria. L’ex leader chiede al Pd di “smetterla di fare analisi ed iniziare a fare opposizione dura e forte contro questo governo di cialtroni”. Poi irride i 5 stelle, mostrando le foto di Bonafede, Lezzi, Sibilia, Toninelli: “Con questi qualcuno ci vuole fare anche l’accordo, non so se mi spiego!”. Verso il congresso bisogna andare compatti “e chi vince non deve avere la mattina dopo il fuoco amico addosso”, “quello che hanno riservato a me”. Qualche centinaio di chilometri lontano il segretario del Pd Maurizio Martina spiega al popolo della Festa dell’Unità di Firenze, che non ha ancora scelto se candidarsi o no, invita a sua volta all’unità in vista del congresso e risponde a distanza a Renzi sul rapporto con i 5 Stelle: “Rivendico il fatto che sia stato giusto rispondere al mandato del Presidente Mattarella di verificare un’ipotesi di accordo con i 5 stelle, anche se le condizioni erano estreme. Sarei andato fino in fondo a vedere le carte dei 5 stelle, non dovevamo dargli un alibi, poteva essere quello il tempo di una sfida”. Mentre oggi, per Martina “mancano le condizioni per un eventuale accordo Pd-M5s sulla legge di stabilità”, in caso di rottura tra grillini e leghisti.