Salvini e Di Maio: “Manovra, si va avanti”

Matteo Salvini e Luigi Di Maio vanno “avanti”. La manovra registra, ovunque, critiche e insuccessi. Nonostante le bocciature di Bankitalia e dell’Ufficio parlamentare sul Bilancio, gli avvisi ai naviganti del Fondo monetario internazionale e dell’Unione Europea, i due vicepremier sono convinti di essere sulla strada giusta. Incuranti delle perplessità dei ministri Giovanni Tria e Paolo Savona. E, soprattutto, dello spread. In continua altalena. “La manovra – sostiene il ministro dell’Interno ad “Agorà” su Rai Tre – non cambia. Ho assunto un impegno per cambiare la Fornero e adesso perché qualcuno a Bruxelles, lo spread o Bankitalia mi dice che non va bene dico agli italiani che ho scherzato? Io la manovra non la cambio, io vado dritto”. Gli fa eco il ministro del Lavoro che, dai microfoni di “Radio Anch’io”, ribadisce lo stesso concetto: “Non si può tornare indietro. Se vengono a dire che non possiamo toccare la legge Fornero questo è un giudizio politico. Io i cittadini non li tradisco”.

Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, è chiaro: “Se noi vogliamo accettare uno Stato in cui le politiche economiche sono decise in base allo spread, in cui la finanza speculativa decide le politiche del governo, se è così tanto vale dare le chiavi a Soros a Blackrock e diciamo governate voi. Gli italiani hanno votato per cambiare”. In ogni caso, Salvini esclude l’ipotesi del voto anticipato. “Se volessi le elezioni – sottolinea il leader del Carroccio – sarei egoista. Da segretario della Lega dovrei volerle visto che se andiamo a votare eleggo il doppio di senatori e deputati. No, io ho firmato un impegno. Sto qua e continuo per cinque anni a fare quello che mi sono impegnato a fare. Sondaggi sì o no. Spread sì o no”.