Attacco a Bankitalia, Mattarella “replica” a Di Maio

“Le autorità indipendenti prescindono dalle scelte politiche a garanzia di tutti”. È quanto ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato oggi ha incontrato al Quirinale alcune scuole secondarie di secondo grado. E, senza riferimenti diretti, è intervenuto nello scontro fra il vicepremier Luigi Di Maio e la Banca d’Italia. Il leader pentastellato aveva invitato i vertici a candidarsi in politica dopo le critiche al Def.

Rispondendo alla domanda su quanto sia difficile il suo lavoro in qualità di garante della Costituzione, Mattarella ha detto che la Costituzione “ha creato una condizione di equilibri. La nostra Costituzione consente di superare difficoltà e di garantire l’unità della società anche perché ha creato un sistema in cui nessuno, da solo, può avere troppo potere – ha proseguito –. C’è un sistema che si articola nella divisione dei poteri, nella previsione di autorità indipendenti, autorità che non sono dipendenti dagli organi politici ma che, dovendo governare aspetti tecnici, li governano prescindendo dalle scelte politiche, a garanzia di tutti. C’è un sistema complesso di pesi e contrappesi, come insegna la nostra Costituzione”.

Secondo Mattarella, la Costituzione “conta molto sull’autodisciplina e l’autocontrollo, ma ha messo in campo una serie di meccanismi di articolazione del potere che garantiscono quell’obiettivo. Questo consente anche al presidente della Repubblica di svolgere la funzione di garante del buon funzionamento del sistema in maniera adeguata, ma il merito è della Costituzione”.

Il presidente sottolinea che “bisogna sempre avere la conoscenza e il ricordo della storia per valutare le condizioni in cui si opera. E questa è una cosa che si riallaccia in fondo alla forza della nostra Costituzione: essere garante della Costituzione, o perlomeno essere presidente della Repubblica garante che rappresenta l’unità nazionale, che non è soltanto quella del territorio ma anche quella della società, quella delle istituzioni, quella della vita in comune. La nostra Costituzione, per fortuna, è riuscita a superare momenti difficili, riesce sempre a superare momenti difficili, anche perché ha anche alcuni elementi che la difendono”.

Il capo dello Stato ricorda che la nostra è “una Costituzione, come si dice, “rigida” nel senso che non può essere cambiata da una legge normale, occorre una procedura particolarmente impegnativa per cambiarla. Questo le garantisce stabilità e autorevolezza”.

Mattarella ricorda che “nella nostra Costituzione “c’è un sistema complesso di pesi e contrappesi. Perché? Perché – vedete – la storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare, di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell’esercizio del potere”.

Il vicepremier e ministro Matteo Salvini, lasciando palazzo Madama, commenta l’intervento del Capo dello Stato: “Bellissime parole”, sostiene il leader leghista. Nessuna reazione da Di Maio. Secondo Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera: “Mattarella – scrive su Twitter – dà una vigorosa tirata d’orecchie a Matteo Salvini e Luigi Di Maio: il potere inebria, servono pesi e contrappesi. Il governo abbassi i toni e la smetta di attaccare in modo sguaiato gli organi terzi previsti dalla nostra Costituzione. Def. Quirinale”.