I grillini e le vite degli altri

Eccola la trasparenza dei Cinque Stelle. Una deputata, Giulia Sarti, già presidente della Commissione Giustizia, che accusa ingiustamente e falsamente il proprio ex compagno di aver intascato i soldi di rimborsi mai effettuati alla cassa comune dei risparmi a Cinque stelle e che filma chiunque abbia rapporti – di qualunque tipo – con lei a casa propria. Qualcosa a metà tra il Grande Fratello di Orwell e la Germania Est di Honecker, così come ce la ha raccontata il bellissimo film “Le vite degli altri”. Ecco “di che lagrime gronda e di che sangue” la loro “onestà , tà tà”. Ed ecco di che pasta è ormai fatta un’opinione pubblica che si manipola come il pongo o la plastilina – ricordate il Das? – portata a credere che la deputata grillina in questione sia vittima di chissà quale complotto.

Nessuno che faccia il pensiero maligno: “Ma non è che, data la spudorata disinvoltura, la vittima quelle foto – sicuramente fatte con il suo consenso – le abbia a suo tempo volontariamente diffuse per poi dire di essere stata hackerata”? Un po’ come fanno le pseudo-vittime della mafia – e ce ne sono – che si mandano a casa le buste contenenti proiettili da sole? Ma questi sospetti per un partito che ha fatto del sospetto l’arma contundente da usare contro l’avversario, rectius “il nemico”, politico non sono ammissibili.

La Sarti deve essere per forza compianta, povera stellina e lei stessa dice al Corriere della Sera: “Ora non vi occupate più di me?”. Ma gli italiani si divertono a vivere così, in questa ipocrisia 3.0, e a votare per delle persone per cui sarebbe molto più opportuno un trattamento sanitario obbligatorio piuttosto che un seggio in Parlamento? Usque tandem?, avrebbe detto Cicerone. Ma Catilina era un dilettante rispetto alle mostruose creature politiche scappate dal laboratorio politico della Casaleggio Associati