Pirozzi: il ritorno del figliol prodigo

Sono arrivati fino a Trieste e da lì, Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, hanno annunciato il ritorno a casa del figliol prodigo Sergio Pirozzi. Lo stesso che, di fronte ad una candidatura unitaria dell’area moderata alla presidenza della Regione Lazio, aveva preferito “mettersi in proprio” con una sua lista raggiungendo così ben due obiettivi: farsi espellere da Fratelli d’Italia e mettere nelle mani di Nicola Zingaretti il governo regionale.

In quell’occasione (la Rete non perdona!) l’ex sindaco di Amatrice si rivolse con parole piuttosto dure verso la Meloni: “Ha detto che se non appoggio Stefano Parisi sto fuori. La ringrazio per avermi espulso dal centrodestra, questo ricorda le purghe staliniane”. E da lì partì l’esperienza della Lista Pirozzi (con il simbolo dello scarpone) con la quale il promotore riuscì ad ottenere, nel maggio dello scorso anno 2018, la presidenza della XII commissione Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, Protezione civile, ricostruzione: la notizia della nomina è riscontrabile anche sul sito dell’ente regionale ed è datata 16 maggio.

Contento il Pirozzi, e soprattutto contento lo Zingaretti per avere un consigliere che dalla minoranza ha scelto di attestarsi in una posizione di non belligeranza. A distanza di un anno preciso (a dire la verità mancherebbero tre giorni dall’anniversario) riecco l’ex sindaco che si dichiara contento di tornare a casa e la “stalinista” Meloni ad accoglierlo a braccia aperte con incarico incluso: responsabile nazionale Emergenze e Grandi Rischi di Fdi.

Incarico con Zingaretti, incarico con Meloni: mancherebbero i Cinque Stelle... ma non si sa mai.