Tensioni sullo spread, Tria: “Nervosismo ingiustificato”

Lo spread ha riaperto oggi in rialzo a 287 punti. Ieri è arrivato ai massimi da dicembre a 291,7 punti. Gli analisti sono convinti che il balzo del differenziale dipenda dalla minaccia di Matteo Salvini di sfondare il tetto del 3 per cento del deficit. Ma secondo il ministro dell’Economia Giovanni Tria, “il nervosismo dei mercati è comprensibile ma ingiustificato. Gli obiettivi di finanza sono quelli del Def”. Intanto, sale l’allarme, da Palazzo Chigi al Quirinale. Ieri, davanti all’Assemblea Rete Imprese Italia, è andato in scena una scaramuccia sull’Iva tra il ministro dell’Interno leghista e il premier. “Non aumentarla sarà una impresa difficile”, ha detto Giuseppe Conte, salvo poi rassicurare con un volenteroso “Ma ci riusciremo”. Dal canto suo, Salvini è stato lapidario: “Non aumenterà”.

In serata, il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio ha detto che non voterà “mai una legge di bilancio che farà aumentare il debito pubblico. Dopo il 26 maggio inizierà il lavoro sulla legge di bilancio, serve responsabilità, da lì fino a dicembre dobbiamo trovare soldi per non aumentare l’Iva che non aumenterà”.

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli mostra preoccupazione sulla “gestione” dello spread da parte del governo gialloverde. Intervenuto a margine della presentazione dell’Outlook Italia 2019 di Confcommercio e Censis, ha detto che lo “spread è un termometro della fiducia dei risparmiatori. Ci vogliono equilibrio e responsabilità per conciliare la scarsa crescita con gli ambiziosi obiettivi di finanza pubblica”.