Gli italiani devono soffrire

Elsa Fornero, un nome che molti italiani, moltissimi, non dimenticheranno mai.

La professoressa Elsa Fornero è un’accademica ed economista italiana di 71 anni che può vantare un curriculum professionale di sicuro prestigio, riconoscimenti, “awards”, “fellowships” internazionali, seggi in comitati scientifici e ambizioni politiche a far data dai primi anni Novanta finalmente coronati dall’incarico di ministro del Lavoro e delle Pari opportunità del Governo Monti.

Insomma, non è una che fino a l’altro ieri faceva il webmaster e vendeva noccioline allo stadio, ma è una che, nata in una famiglia di operai, di quell’ambiente ha recepito le istanze all’uguaglianza e alla tassazione totale del capitale per poi “farsi da sé”. Tecnicamente, la professoressa Fornero a settantuno anni suonati dovrebbe essere in pensione da poco ma, ciclicamente, rispunta come i funghi dopo la pioggia in esimie trasmissioni televisive a dare sciabolate contro il Governo di turno.

Ieri sera ad esempio, ancora una volta, deve essere un’aficionada, era ospite di Barbara Palombelli a “Stasera Italia”. Ora, si può disquisire quanto si vuole sull’opportunità mediatica insindacabile di proporre ai telespettatori personaggi di sicuro audience negativo, perché, diciamocelo, la professoressa Fornero, a parte che in occasione delle taumaturgiche lacrime in presa diretta in conferenza stampa dopo la richiesta di sacrifici agli italiani nel 2011 in occasione della più sadica riforma previdenziale che mai abbia visto la luce in Italia, per quanto brilli per sapienza, proprio non brilla per simpatia. Ma passiamo sopra alla simpatia, perché l’economia è fatta di numeri e i numeri sono per loro stessa natura neutri alle emozioni e torniamo all’opportunità. Ieri sera un “pastorello che smonta il presepe”, nella persona di Daniele Capezzone, in poche battute è riuscito a sintetizzare il pensiero della stragrande maggioranza degli italiani, ovvero che sarebbe ora che sparisse dalla testa di tutti gli economisti l’idea che gli italiani meritino di soffrire e meritino le frustate: se fosse stato un “David Letterman Show” sarebbe partito l’applauso.

La professoressa si sottrae con piglio e garbo alle contestazioni del “pastorello” di aver triplicato le tasse sul mattone e di aver di fatto messo una patrimoniale sugli immobili, tassando l’unica vera risorsa di circa il 70 per cento degli italiani. Ella glissa, Ella si sottrae al confronto con chi la critica, non rivendica, replica graziosamente, per quanto sia possibile che Ella sia graziosa. Ecco, forse è su questo glissare snob che i professori, la generazione dei professori tutta, dovrebbero riflettere: è per colpa di questo snobismo anoressico, nevrotico quasi, che la gente ha votato Matteo Salvini affinché rimuovesse una riforma pensionistica iniqua e disumana.

A dar manforte alla donzella settantunenne e tecnicamente in pensione ci pensa l’imprenditore Farinetti, “ma non parliamo degli errori del passato”. Non parliamo degli errori del passato? Ma sì, un bel colpo di spugna su uno dei governi più vampireschi di sempre che ha allargato ancora di più la forbice tra ricchi e poveri e di fatto ha disintegrato il ceto medio che oggi si trova a non poter pagare gli impegni presi con mutui e rate delle macchine e a dover emigrare alle Canarie per avere una pensione decente con cui vivere, scurdammoce o passat’, simm’ e Napule paisà...

Vale forse la pena ricordare che la Riforma Fornero non si applicava alle docenti universitarie e che, stando ai dati forniti dall’Inps, l’importo annuo lordo medio di un docente universitario come la pensione della professoressa Fornero è di circa 65.500 euro quindi circa 3.300 euro al mese, Ella sta sotto i quattromila netti come dalla stessa dichiarato. Ovviamente, vista la carriera speriamo bene per lei che possa godere di pensioni integrative e altri beni al sole. La professoressa, quindi, in finale di trasmissione propende per un’ennesima patrimoniale sulle case dei più ricchi e Capezzone rimbrotta che Ella vuole la sofferenza degli italiani. D’altronde si sa, l’economia è disumana, le persone sono solo grandi numeri e tutte le altre professoresse settantunenni d’Italia sono in pensione, forse, e forse alle Canarie. Un po’ di sole in effetti a una certa età non guasta, professoressa Fornero...