Consiglio Ue approva agenda strategica, ma senza obiettivo clima 2050

venerdì 21 giugno 2019


È stato un Consiglio europeo difficile. Non solo per le aspettative politiche dei rispettivi leader nazionali, ma soprattutto per i temi all’ordine del giorno. Tuttavia, mentre per le decisioni economiche, finanziarie e politiche sono in corso trattative diplomatiche e strategiche di cui pochi sanno, il vertice dei capi di stato e di governo dei 28 Stati membri ha approvato la “Nuova agenda strategica” 2019-2024.

Il documento di cinque pagine, una sorta di decalogo per la prossima la legislatura, contiene infatti le quattro priorità cui gli stati membri hanno promesso esecuzione, collaborazione di intenti e politiche attive per la loro realizzazione.

In particolare, il primo capitolo dell’agenda strategica è dedicato alla protezione dei cittadini e della libertà. “L’Europa deve essere un luogo in cui le persone si sentono libere e sicure”, si legge, “deve proteggere i suoi cittadini contro le minacce esistenti e emergenti e difendere i loro diritti e le loro libertà”. Il testo, poi, è particolarmente forte sull’immigrazione. “Dobbiamo sapere e essere quelli che decidono chi mette piede nel territorio Ue. Il controllo effettivo della frontiera esterna è un prerequisito assoluto per mantenere la legge e l’ordine e assicurare il funzionamento delle politiche Ue”. Sul fronte della sicurezza, invece, il documento indica la necessità di proteggere l’Ue “da cyber-attacchi e guerre ibride” e di “combattere gli effetti destabilizzanti della disinformazione”.

Per quanto riguarda il secondo obiettivo, “Sviluppare la nostra base economica: il modello europeo per il futuro”, le conclusioni del vertice si focalizzano sul ruolo dell’economia nelle sfide globali. Si legge, appunto, che “per conseguire tale obiettivo è necessario realizzare una convergenza verso l’alto delle nostre economie e affrontare le sfide demografiche. Dobbiamo garantire che l’euro sia vantaggioso per i nostri cittadini e rimanga resiliente, approfondendo l’Unione economica e monetaria in tutte le sue dimensioni, completando l’Unione bancaria e l’Unione dei mercati dei capitali e rafforzando il ruolo internazionale dell’Euro”.

Nel terzo capitolo, invece, quello dedicato all’ambiente e al clima (“Costruire un’Europa decarbonizzata, verde, giusta e sociale”), in Consiglio - purtroppo - non è riuscito ad ottenere l’unanimità dei consensi degli stati membri. L’ambizioso obiettivo della completa “decarbonizzanione” (“carbon neutrality”), in realtà, al momento sembra essere accantonato in attesa di revisione. Nello specifico, il testo non contiene la data-obiettivo del 2050, pur giustificando le prossime azioni “impegnandosi in una profonda trasformazione della propria economia e della società per raggiungere la decarbonizzazione”.

Questa trasformazione, prosegue il testo, “dovrà essere condotta in un modo che tenga conto delle circostanze nazionali e sia socialmente giusto”. Le “circostanze nazionali”, sono in realtà le riserve che alcuni Stati membri continuano a mantenere per poter preservare più a lungo, in certi casi, il ruolo delle fonti fossili nelle proprie economie. L’obiettivo della decarbonizzazione al 2050, che era stato proposto dalla Commissione europea e già approvato dal Parlamento europeo, ha in realtà già il sostengo 24 dei 28 Stati membri, con gli ultimi arrivati (comprese Italia e Germania) che si sono aggiunti recentemente, ma mancano ancora all’appello la Polonia, l’Ungheria, la Repubblica ceca e l’Estonia.

Infine, l’ultima sezione del documento è dedicata a “Promuovere gli interessi e i valori dell’Europa nel mondo”. Il richiamo ai valori fondanti del processo di costruzione ed integrazione europea, in un periodo storico in cui i sovranismi nazionali sono crescenti e mediaticamente sempre più forti, necessita inevitabilmente difese e richiami a quei principi di democrazia, Stato di diritto, trasparenza e parità tra i cittadini, fortemente voluti e costruiti negli ultimi decenni. È su questi principi ispiratori che “l’Ue promuoverà il suo modello unico di cooperazione come fonte d’ispirazione per gli altri. Sosterrà la prospettiva europea degli Stati europei che sono in grado e desiderosi di aderire. Perseguirà una politica di vicinato ambiziosa. Svilupperà un partenariato di ampio respiro con l’Africa. Insieme ai partner globali che condividono i suoi valori, l’Ue continuerà ad adoperarsi per la pace e la stabilità a livello mondiale e a promuovere la democrazia e i diritti umani”, conclude il documento approvato.


di Mauro Mascia