Piaccia o non piaccia, hanno perso la faccia

Sia come sia gli italiani hanno capito tutto, c’è poco da arrampicarsi sugli specchi del nuovo umanesimo come titolo di una nuova puntata della sceneggiata, caro Conte, che piaccia o non piaccia la sua maggioranza ha perso la faccia.

Oltretutto, che il Premier abbia cercato in ogni modo di apparire nuovo, più azzimato e affettato, non è bastato a nascondere limiti politici dell’ipocrisia, di una narrazione insostenibile. C’è poco da usare gli inglesismi, c’è poco da fare pose d’arte e pause per l’applauso, nella speranza che l’incoerenza si nasconda dietro l’apparenza perché, caro professore, delle due l’una, o per un anno c’è stato il suo gemello oppure l’abiura sarà per sempre il suo fardello.

Come se non bastasse, insieme a lei, presidente, c’è ancora la metà della squadra che ha fallito e che dall’altra metà che la sostiene è stata oltraggiata sempre in malo modo; insomma nemmeno Fregoli nella migliore esibizione sarebbe riuscito a camuffare tanta mistificazione. Ecco perché diciamo che, le piaccia o meno, il popolo italiano non è scemo, anzi ha perfettamente capito quel che c’era da capire e le ragioni per cui non avete consentito di votare. La sua maggioranza, professore, non solo ha rinnegato la parola data, ma ha ferito a morte il patto d’onore che in democrazia lega il deputato all’elettore, quel patto che se viene meno genera rabbia e spinge a non credere a nessuno, alla faccia dell’umanesimo nuovo.

Qui non si tratta dell’assenza del vincolo di mandato, perché i parlamentari della sua alleanza non hanno cambiato casacca, hanno fatto peggio, hanno preso i voti per sconfiggere un nemico che guarda caso è diventato amico, per battere un avversario che è stato trasformato in paritario.

Insomma, sia come sia presidente avete perso ogni credibilità, e non c’è discorso, non ci sono paroloni che possano trasferire tutte le colpe del fallimento, sulla Lega, sui sovranisti e la Meloni. Il fallimento siete stati soprattutto voi grillini, non potrà negare l’estrema vicinanza, e la capriola doppia che vi apprestate a fare coi cattocomunisti; cambierà il pelo ma non il vizio, ecco perché il suo Governo bis sarà un supplizio.

Cosa farete sulle concessioni, sulle trivelle, sugli inceneritori, sulla gestione di Roma che per Nicola Zingaretti era uno sfascio, sul Jobs act che è stato il perno del duello col Pd, cosa farete sulle Ong, sulle Banche, sull’Europa, sulla fiscalità ossessiva e sui negozi chiusi la domenica? Farete il patto col diavolo di Goethe, quello del Faust? Insomma, per chi abbia ricevuto la benedizione sotto il Cupolone, fare il patto con Mefistofele è un ribaltone, un’altra abiura, per questo siamo certi che finirà presto questa avventura e torneremo al voto che vi fa così paura. Da più di un anno gli italiani parlano chiaro, hanno indicato nettamente la loro preferenza, oggi siete riusciti a impedirgli di votare, pensate di aver vinto ma sbagliate, questione di tempo e perderete.