A questo punto anche la prudente ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha dato voce ai timori che serpeggiano negli ambienti più avveduti: in autunno c’è il rischio di tensioni sociali. E Carlo Calenda, sul Corriere della Sera, intravede tre tsunami: economico, sociale e finanziario. Il primo tsunami è già in atto, quello sociale scatterà in autunno e quello finanziario arriverà nel 2021.

Dovendosi escludere che ai problemi sociali si possano dare risposte unicamente di polizia, c’è da chiedersi come si pensa di affrontare le tensioni che si abbatteranno sull’Italia già dai prossimi mesi, se le previsioni verranno confermate. Si sta lavorando a un piano di interventi e di dissuasione che abbia come obiettivo quello di attutire il disagio sociale? La storia recente ci insegna che è dagli autunni caldi che nascono le sollevazioni di piazza e che da queste ultime possono germogliare avanguardie rivoluzionarie anche di tipo terroristico.

E questo si inserisce in un momento di crisi della credibilità. Nel chiuso delle stanze romane pochi hanno compreso il danno d’immagine allo Stato che, dopo avere completato il Ponte di Genova, non è in grado di renderlo utilizzabile per l’assurdo balletto delle competenze legate alla sua gestione. Allo stesso modo, non tutti hanno compreso le conseguenze dei ritardi sulla cassa integrazione e non si accorgono del dito puntato contro le Istituzioni.

E viene da chiedersi: le Istituzioni sono in grado di ascoltare e comprendere il grido di dolore delle migliaia di piccoli imprenditori del Nord, che insieme formano il tessuto produttivo del Paese? Lo Stato sta chiamando a raccolta i suoi uomini migliori, o continua a costruire carriere con il sistema deplorevole delle cordate fondate sull’appartenenza politica o regionale?

Purtroppo è venuta meno la funzione di analisi della società. Anche le relazioni dei prefetti sullo stato economico, politico e sociale delle province sono state sostituite da sterili e ripetitive schede precompilate assolutamente inadeguate per comprendere la nascita e l’evolversi degli eventi. Oggi, l’analisi più seria e completa sul Paese è quella redatta annualmente dalla Banca d’Italia, ma è settoriale e, poi, quanti la conoscono? Eppure sarebbe una lettura molto interessante per tanti Commis de l’Etat che hanno scarsa o nulla dimestichezza con i problemi che devono (o dovrebbero) affrontare.

Se all’autunno, che si prospetta caldo, mancano solo pochissimi mesi e poche settimane sarebbe il caso di studiare e agire. Ma in fretta.