Quali insegnamenti trarre dalla filosofia stoica e da figure come Marco Aurelio?

Gli imperatori Antonino Pio e Marco Aurelio sono al centro dell’ultimo libro di Andrea Carandini. Cosa possono dirci, oggi, due personalità così importanti ma anche così lontane nel tempo? Entrambi seguaci della filosofia stoica, applicavano i suoi principi all’arte del governo; si trattava di una filosofia pratica e rigorosa, che rinviava a una morale che facevo perno sulla cura del sé e pertanto su una sorta di individualismo.

Il libro di Andrea Carandini è stato discusso ieri in occasione del webinar Marco Aurelio, il principe filosofo. Stoicismo, arte del governo e diritti individuali. Insieme all’autore sono intervenuti Raimondo Cubeddu (professore ordinario di Filosofia politica all’Università di Pisa) e Giovanni Giorgini (professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università di Bologna). Ha introdotto e coordinato l’incontro Carlo Lottieri (direttore del dipartimento “Teoria politica” dell’Istituto Bruno Leoni e professore associato di Filosofia del diritto all’Università di Verona).

Carandini ha inizialmente spiegato cosa lo ha portato a scrivere il libro. In un momento in cui l’intero Occidente è sconvolto da una seconda ondata di “ribellione delle masse”, con l’affermarsi dei movimenti populisti, invece di affrontare un argomento più consono al periodo che viviamo, ad esempio la caduta dell’Impero romano,  ha preferito concentrarsi sul momento di grandezza dell’Impero, sul suo “apice”, incarnato da Antonino Pio e Marco Aurelio. A quel tempo i giovani venivano formati e preparati prima di prendere il potere. Oggi non è più così e se ne vedono i risultati.

Per Cubeddu, libri come quello di Carandini ci pongono di fronte alla domanda: che uso possiamo fare del passato in un’epoca di grandi cambiamenti come la nostra? Il tema centrale, senza tempo, è quello della “paura degli insipienti” e del rapporto tra conoscenza e arte del governo. Ai nostri giorni la questione della preparazione della classe dirigente è completamente scomparsa, con evidenti ricadute sulla pratica del “buon governo”. L’atteggiamento di serietà, competenza e sobrietà di Marco Aurelio rappresenta indubbiamente un esempio virtuoso. 

Giorgini ha elogiato la chiarezza della scrittura, l’impeccabile ricostruzione storica e la parte propositiva del libro. Quest’ultima è forse la più importante, con la sua critica alla nostra situazione attuale. Lo stoicisimo era una filosofia intesa come una maniera di vivere, una scelta di vita, e gli stoici trasformavano la filosofia in atti politici, ad esempio con Antonino Pio e Marco Aurelio è migliorata la condizione degli schiavi. Ma soprattutto riconoscevano la dignità dell’essere umano: fondamentale infatti era il loro universalismo.