Non c’è due senza tre

Per fortuna che tutti avevano giurato che non ci fosse guerra nella maggioranza e che l’ultimo problema sarebbe stato quello delle poltrone. Detto fatto, perché dopo l’ennesimo squallido teatrino al quale assisteremo tra oggi e domani a seguito della resa dei conti in Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte si avvierà al Colle per iniziare la liturgia prevista.

Non ci sarà passaggio parlamentare, perché la paura di una bocciatura sempre possibile fa 90, e visto che il coraggio di affrontare la realtà nel Premier e nella maggioranza non esiste, lo sbocco finale non potrà che essere quello di un terzo Governo Conte; insomma tutto meno che il voto, anche perché se votassimo tradiremmo l’impegno che c’è stato con l’Ue di non mandare al governo il centrodestra almeno fino al 2023. Un impegno con la Ue che ha avuto in cambio come premio il prestito corposo del Recovery, insomma soldi facili a debito contro il no alle elezioni, questo è il patto, tanto è vero che sul piano del Recovery l’esecutivo se la prende comoda per due ragioni: la prima è l’incapacità di saperlo fare, ma la seconda è che sa bene che in costanza di un governo di centrosinistra l’Europa i soldi li darà eccome.

Infatti il problema non è quello dell’arrivo dei 210 miliardi Ue, ma sulla totale incapacità a gestirli e a spenderli perbene dei giallorossi, visto che a spenderli si spenderanno, figuriamoci si stanno scannando sulle poltrone proprio per questo, ma il risultato della spesa sarà catastrofico e devastante per l’Italia.

Insomma parliamoci chiaro, l’abbiamo scritto ieri, la maggioranza un Recovery più o meno l’ha già sperperato a vacca, perché dall’inizio del Covid tra un Dpcm e l’altro, uno scostamento e l’altro, una finanziaria e l’altra, gli eredi di Togliatti coi grillini, di soldi nostri ne hanno bruciati una valanga, parliamo di una cifra vicina ai 200 miliardi, un Recovery italiano anziché Ue, che all’economia ha scucito un baffo.

Ha scucito un baffo perché gli incoscienti che ci obbligano a subire visto che, se si votasse, gli italiani i giallorossi li prenderebbero a pedate nel sedere, altro che Conte ter, hanno bruciato in modo demenziale i soldi alla maniera comunista, l’unica che conoscono, assistenzialismo, statalismo, clientelismo, poltronismo e privilegi all’apparato, tanto è vero che il Paese si è sprofondato e spaccato , da una parte gli statali coccolati e dall’altra i privati massacrati, dall’altra ancora debito alle stelle e crescita all’inferno.

Per farla breve è stato fatto l’esatto contrario di quel che sarebbe servito per rilanciare la crescita e fare leva, a partire dal fisco, dalle compensazioni, dalle sburocratizzazioni, investimenti, revisione della spesa, facilitazioni all’intrapresa. Ecco perché il Conte ter sarà l’attentato definitivo a quel che resta, dopo l’uno e il bis, della salute economica, sociale, psicologica del Paese, visto che il Covid, la crisi, le chiusure, gli orrori dei Dpcm, stanno creando paure, nevrosi ovvie a chi lavoro e fatturato lo crea col rischio e col sudore e non certo a quelli che al caldo del posto statale si grattano la pancia per essere premiati con gli aumenti clientelari giallorossi. Roba da matti.

Per farla breve, il Conte ter sarà solo la conferma della sbruffonaggine di Matteo Renzi, che voleva poltrone, dell’ipocrisia della maggioranza, di quella dei parlamentari che pensano solo ai 15mila euro al mese, della sudditanza della sinistra ai diktat franco-tedeschi, degli accordi grillini con la Cina, della mancanza di amor patrio e dell’interesse nazionale da parte dei giallorossi e di chi li sostiene.

Perché, sia chiaro, confermare alla guida dell’Italia una ciurma di incapaci, incoscienti, dopo i fallimenti del Conte 1 e di quello 2, impedendo che col voto gli italiani scelgano una vera maggioranza, dotata di un programma chiaro e condiviso, significa solo mandare allo sfascio totale il Paese per renderlo definitivamente succube degli ordini, delle imposizioni Ue e della Troika che verrà.

Del resto è il filone del copione scritto da chi si è fatto scappare il virus ad hoc in giro per il mondo tranne che in Cina, dove è apparso e scomparso in un batter d’occhio, perché a noi nessuno ci leva dalla testa che tutto ciò non sia affatto un caso ma un programma stabilito, uno sconvolgimento come quello che subiamo non può essere uno scherzo del destino; suvvia, non facciamoci prendere in giro e trattare da imbecilli come vorrebbero che fossimo, il Covid è stata un’arma per cambiare il mondo a favore della Cina, dei suoi ricchi e spietati sodali, del pluto-comunismo, punto.

Non può essere un caso che con l’arrivo del virus si sia scatenato il mondo contro Donald Trump, si siano coalizzati per i democratici i più potenti della terra, che dietro il vaccino ci siano aziende controllate da loro, che Francia e Germania abbiano esteso à gogo gli accordi con la Cina, che l’Inghilterra conservatrice sia la più colpita e contestata, che ci sia una spinta colossale per tutto on-line e carte di credito, che la Ue sia diventata un club di filantropi prestasoldi a centinaia di miliardi, che l’Italia debba sgretolarsi, che un prete capo della Chiesa anziché il pastore faccia politica a favore dei comunisti.

Non può essere un caso che il coronavirus sembri essere l’araba fenice, un virus escatologico, con un vaccino chiacchierato ma praticamente obbligatorio per combatterlo, con tutti chiusi a casa distanziati e soprattutto non reattivi, con il martellamento della propaganda peggio che nel fascismo, con le piazze vietate e le serrande abbassate per legge, con la libertà costituzionale violata come mai nessun virus era riuscito a fare, non può essere un caso che si stia cambiando il mondo, la vita e la storia per mezzo del Covid.

E infatti per noi non è un caso ma un disegno; sia chiaro, parliamo di una verità nostra, una verità senza prove visto che difficilmente si saprà come sia andata a Wuhan quel giorno, una verità fatta di fede che non ha bisogno di prove, solo che per noi sul Covid la fede anziché nel cielo è nella testa, nel nostro cervello, nel nostro libero pensiero, nel ragionamento politicamente scorretto che guarda e studia i fatti per cui quello che accade è molto chiaro, non siamo matti.

Non ci arrenderemo mai come disse Winston Churchill, evviva la libertà, la democrazia e l’onestà intellettuale.