Tra Scilla e Cariddi

È esattamente ciò che temevamo. Mario Draghi è paragonabile a una fuoriserie, ma non è fuoriserie il Governo che ha dovuto scegliere e di sicuro l’amor di Patria non riuscirà a smussare gli spigoli puntuti di una maggioranza di contrari e i malumori interni dei partiti per una soluzione subita, anziché scelta. Perché il vero nodo focale sta proprio nel fatto che in tutta questa vicenda il verbo subire è il padrone assoluto della scena. Spieghiamo: il Paese ha dovuto subire l’ennesimo rifiuto di andare al voto e l’ennesimo Governo calato dall’alto. Draghi ha dovuto subire la scelta di ministri e tecnici che altrimenti non avrebbe indicato, i partiti hanno dovuto subire l’indicazione di una ammucchiata innaturale. Diciamoci la verità, è chiaro che la soluzione costituzionalmente più logica sarebbe stata quella delle elezioni, non ci sono giustificazioni che tengano se non la sola verità per cui non ci hanno fatto votare: perché nella Unione europea non contiamo niente, siamo costretti – anche qui ritorna il verbo – a subire e basta.

Ma se questo non bastasse, ci sarebbe da aggiungere che non solo niente voto, ma nessuna carta bianca a Mario Draghi, visto che la conferma di alcuni personaggi e alcune scelte programmatiche purtroppo è la testimonianza plastica di imposizioni che, se ci fosse un minimo rispetto del popolo, andrebbero evitate. Ci dovrebbero spiegare quali meriti abbia avuto Roberto Speranza, oppure Domenico Arcuri, per ricevere la riconferma. Così quali meriti hanno avuto gli altri ministri di un Governo, il Conte bis, che ha fallito in tutto (altrimenti Draghi non sarebbe arrivato). E allora la prima incoerenza sta nel fatto di chiamare Draghi, che è uno special one per risolvere un guaio enorme creato dai giallorossi e, nello stesso tempo, a indurlo a confermare un pezzo della squadra che ha fallito e a subire la permanenza di un commissario come Arcuri, che in un Paese normale sarebbe stato costretto alle dimissioni preventive.

Draghi, almeno per ora, sta subendo un Comitato tecnico scientifico che parla troppo sui media e ha generato un caos, una crisi economica da paura fra chiusure, aperture, orari, colori, Regioni, date, segmenti commerciali. Per non parlare del piano vaccinale che sfiora l’autolesionismo, visto che siamo nel ritardo e nella confusione più totale. Tanto è vero che gli italiani sono appesi all’ascolto del bollettino sul Covid, nemmeno fosse “Radio Londra”, come uno stato di guerra permanente. Nonostante, invece, servirebbe dare più tranquillità alla gente, anziché obbligarla a subire il terrore mediatico, per non parlare degli effetti drammatici sul Pil. Subire, subire, subire: dalla giustizia, al lavoro, ai Dpcm, alle chiusure, perché c’è contrasto più che mai adesso. Poi, con la presenza di centrosinistra e centrodestra, figuriamoci.

Non solo tra i partiti c’è un antagonismo totale sulle scelte da fare, ma all’interno degli stessi abbiamo guerriglia, scissioni, separazioni. E non ci riferiamo solo ai grillini, ma anche alla sinistra e al centrodestra, che oltretutto ha aderito solo in parte al sostegno del Governo, visto che Giorgia Meloni è rimasta fuori. A proposito di Giorgia Meloni, totale solidarietà dopo le parole insolenti, offensive e ingiuriose che le sono state rivolte da un cattedratico cafone e maleducato di Siena, una cosa che non può risolversi con le scuse ma con un intervento esemplare del ministro competente. Giorgia Meloni siamo con te, non sei sola.

Ecco perché tornando al tema Draghi, siamo tra Scilla e Cariddi, tra i mostri della mitologia che si contendono gli spazi e la supremazia. Ecco perché ci sarebbe piaciuto che a Draghi fosse stata data carta bianca piuttosto che spingerlo a subire e tollerare. Del resto, a cosa serve chiamare uno special one, un fuoriclasse, se poi lo si induce a confermare Arcuri, Speranza, Walter Ricciardi, Dario Franceschini, Luigi Di Maio, che hanno portato il Paese allo sbando. A cosa serve affidarsi alla punta di diamante, se poi la si vincola sulle scelte. Magari sbaglieremo, ma se Draghi avesse avuto totale libertà e autonomia, tutt’altre scelte avrebbe fatto su alcuni nomi. Come tutt’altre scelte avrebbe fatto su alcuni temi del programma di Governo. Ecco perché alla fine ci auguriamo un Draghi concentrato sull’economia, sul Recovery, sui vaccini e basta.

Ecco perché abbiamo scritto che l’unica certezza, quella che darà sicurezza grazie a Draghi, sarà la scelta sui fondi europei e la gestione. Saranno gli indirizzi di politica economica e della spesa buona. Su tutto il resto, a parte il fiume di belle parole, stendiamo un velo di grande dubbio. Certo, però, che per il vero bene dell’Italia c’erano due sole scelte. La prima è più naturale e costituzionale, quella del voto. La seconda quella di carta bianca a Draghi. Qualcuno ha scelto la terza, quella di Draghi vincolato e di una mediazione al ribasso. Ecco perché tra Scilla e Cariddi, almeno, speriamo che Super Mario faccia meglio di Ulisse.