In un periodo complesso e duro come quello che il mondo sta attraversando, il bisogno di grandi politici che mostrino una guida sicura e fiduciosa è qualcosa che sempre viene cercata, o almeno sperata. Se non perché portino di certo la barca al sicuro fuori dalla tempesta, almeno per venir rassicurati. Nel XX secolo non c’è dubbio che uno dei più grandi uomini politici occidentali, se non il più grande, sia stato Winston Churchill che ha svolto il ruolo di guida di un Paese, e di un’intera parte di mondo, in uno dei più drammatici momenti della storia.

Per avvicinarsi alla sua figura potrebbe bastare afferrare dagli scaffali una delle molte biografie a lui dedicate. Ma Il sorriso del bulldog. Le maliziose arguzie di Winston Churchill (Liberilibri), con l’introduzione di Pietro Di Muccio de Quattro, costituisce un modo unico nel suo genere per conoscere Churchill e coglierne la personalità. Si tratta di una raccolta di aneddoti, aforismi, giochi di parole, epigrammi, bon mots, facezie di Churchill. La parola bulldog, a cui fa riferimento il titolo, è tutt’altro che irrispettosa. È riferita al fatto che in guerra gli inglesi lo raffigurarono in sembianze di muscoloso bulldog britannico, il cane da combattimento contro i tori che riassume lo spirito indomabile della nazione.

Il sorriso del bulldog ce lo fa conoscere attraverso le citazioni, gli aneddoti, le situazioni, le persone che vi compaiono e che tratteggiano a pennellate impressionistiche una rapida biografia di Churchill sotto la speciale angolatura del suo talentuoso sense of humor, nel quale rifulge alla pari di Oscar Wilde e consimili grandi. Churchill, che produsse una mole impressionante di opere, specialmente storiche, per le quali ricevette il Nobel della letteratura, non scrisse libri di aforismi, ma ne coniò numerosissimi, rimasti celebri perché riassumevano non solo una morale personale, ma anche un’etica universale. Un esempio per tutti: “Nella guerra: determinazione. Nella sconfitta: sfida. Nella vittoria: magnanimità. Nella pace: benevolenza”.

Le perle del genio churchilliano sono disseminate ovunque nella sua vita e nelle sue opere. La mole imponente della creazione letteraria di Churchill, nonché la sua frenetica e lunga esistenza rendono impossibile perfino l’idea che una qualsiasi antologia delle sue “maliziose arguzie” riesca a contenerle tutte al completo, ma l’epitome di Dominique Enright è certo un buon inizio.

Scrive Pietro Di Muccio de Quattro nella sua introduzione: “Qualche anno prima che morisse, chiesero a Churchill che cosa avrebbe fatto se gli fosse stata concessa una seconda vita. Probabilmente gli stessi errori, fu a un di presso la risposta, ma quando ripenso alla mia vita nel suo complesso, non desidero affatto riviverla. Il viaggio che ho compiuto è stato piacevole e del tutto meritevole d’esser fatto. Ma solo una volta!

(*) Tratto da nicolaporro.it

(**) Il sorriso del bulldog. Le maliziose arguzie di Winston Churchill”, a cura di Dominique Enright, Liberilibri, introduzione di Pietro Di Muccio de Quattro