Green pass per tutti, multe e sospensioni

Sanzioni e sospensioni per chi non ha la certificazione verde ma nessun licenziamento. Dal 15 ottobre il Green pass sarà obbligatorio per i lavoratori sia del settore pubblico che privato. Varato il decreto da parte del Governo: regole valide fino al 31 dicembre in contemporanea alla durata dello stato di emergenza.

Per il presidente del Consiglio, Mario Draghi, il decreto che estende il Green pass obbligatorio a tutti i lavatori è fondamentale per continuare ad aprire il Paese. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha poi aggiunto: “Questo decreto è un tassello molto importante nella strategia di contenimento del Covid, si punta al vaccino come chiave fondamentale. Estendiamo con questo decreto l’utilizzo del Green pass a tutto il mondo del lavoro pubblico e privato per due ragioni fondamentali: rendere questi luoghi più sicuri, perché il Green pass è strumento di libertà, e rendere ancora più forte la nostra campagna di vaccinazione che ha numeri sempre più incoraggianti”.

Renato Brunetta, ministro della Semplificazione e della Pubblica amministrazione, ha notato: “Andiamo a toccare tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato, quest’ultimo dipendente e autonomo: in totale, 23 milioni di lavoratori. È tutto il capitale umano del Paese che in gran parte è già vaccinato e dotato di Green Pass”. Con tale provvedimento, ha notato Brunetta, “vogliamo accelerare la dinamica fisiologica delle vaccinazioni che ogni giorno prevede 200-250mila nuovi vaccinati al giorno e che a metà del prossimo mese dovrebbe portarci oltre l’81-82 per cento di vaccinati: non basta ancora per l’immunità sociale. Questo provvedimento, che ha una portata estremamente estesa, entra in vigore dal 15 ottobre. Queste 4 settimane non servono solo per la preparazione dei meccanismi ma anche per un grandissimo effetto annuncio: vaccinatevi”.

Il decreto e dipendenti pubblici

Il provvedimento, fatti due calcoli, interesserà 23 milioni di lavoratori e comprenderà pure deputati, senatori, badanti, colf, baby-sitter, chi lavora a partita Iva e chi, per esempio, presta occasionalmente servizio. Per quanto concerne i dipendenti pubblici, all’articolo 1 è spiegato: “Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine prevenire la diffusione dell’infezione da Sars-CoV-2, al personale delle Amministrazioni pubbliche, al personale delle Autorità amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, della Banca d’Italia, nonché degli Enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui svolgono l’attività lavorativa, è fatto obbligo di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde Covid-19”. Chi non avrà il certificato al momento di accesso al luogo di lavoro è ritenuto “assente ingiustificato e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque non oltre il 31 dicembre 2021, e, in ogni caso, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro”.

I lavoratori privati

All’articolo 3 del decreto, invece, ci sono le specifiche relative ai lavoratori privati. Coloro che non sono in possesso della certificazione verde “al momento dell’accesso al luogo di lavoro, sono sospesi dalla prestazione lavorativa, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro, e, in ogni caso, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”.

Le sanzioni

Per quanto riguarda le sanzioni, è sottolineato che per l’obbligo del Green pass “i datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni”. Inoltre, sono definite “entro il 15 ottobre 2021 le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi”. Venendo al punto, accedere ai luoghi di lavoro senza certificazione verde sarà punito con una “sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500”. Le multe riguardano non solo i dipendenti che non hanno il Green pass ma anche i datori di lavori che non effettuano controlli (con “stangate” da 400 a mille euro).

I magistrati

L’articolo 2 ha messo nero su bianco che “dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza, i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, gli avvocati e procuratori dello Stato, i componenti delle commissioni tributarie non possono accedere agli uffici giudiziari se non possiedono e, su richiesta, non esibiscono la certificazione verde Covid-19”. Non solo: “Le disposizioni (...) si applicano anche al magistrato onorario”. Allo stesso tempo, le disposizioni “non si applicano agli avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei alle Amministrazioni della giustizia, testimoni e parti del processo”.

Prima dose e Green pass

Da segnalare che all’articolo 5 il decreto ha stabilito una modifica sui tempi riguardanti la concessione del Green pass per chi riceve la prima dose di vaccino: il certificato, pertanto, non sarà rilasciato dopo 15 giorni ma “dalla medesima somministrazione”.