Capitolo quarto

 Come ottenere il 90 per cento dei consensi senza andare al ballottaggio

I cittadini romani sono persone pratiche, fate loro proposte concrete e vi voteranno

Il 15 settembre alle ore 17 è caduto un altro albero. Si direbbe che non c’è niente di nuovo se non fosse che l’ennesima vittima vegetale era proprio dietro la statua di Cola de Rienzo, sulla sinistra della Cordonata che sale al Campidoglio. Allora questo arrendersi, questa “resa” nello spazio dedicato al “tribuno del popolo” romano assume un significato simbolico. La voce e la fiducia dei cittadini si stanno spegnendo senza troppo rumore, pezzo dopo pezzo, come avvenne per il corpo di Cola bruciato a Piazza Augusto Imperatore nel 1354. Eppure lo scacciare baroni e malfattori aveva suscitato quell’entusiasmo che oggi ogni candidato vorrebbe per la propria candidatura a sindaco di Roma. Si potrebbe lavorare in questo senso in molti modi ma in omaggio alle origini dello sfortunato tribuno medioevale, la famiglia aveva uno dei mulini nei pressi dell’Isola Tiberina, cominciamo dal pane.

Tutti siamo entrati in un supermercato e tutti sappiamo che vicino ai lussuosi prodotti bio il banco delle offerte via via si è fatto sempre più esteso e sempre più frequentato. È il segnale chiaro che non tutti i romani in difficoltà economica vanno a chiedere aiuto o hanno il coraggio di farlo perché il ceto medio sopravvive nel modo più dignitoso possibile. Pensare a concordare con gli esercenti un solo tipo di pane a prezzo calmierato senza bisogno di mostrare la tessera di povertà o altri documenti simili, magari prodotto a Roma o al massimo in provincia, sarebbe un aiuto anonimo, onorevole e concreto. Anche per il latte e per qualche suo derivato si potrebbe fare la stessa cosa e, ancora, per le altre tipologie di produzione all’interno del territorio romano come uva e funghi.

Sempre in tema di alimentazione e anche di difesa dell’ambiente, nel comune di più verde d’Europa sarebbe opportuno censire la produzione di miele e poi provvedere ad incentivi e iniziative che abbiano l’effetto di ridurre il costo di un alimento così importante, sempre nel rispetto delle norme del commercio, e nel contempo di aumentare il numero delle preziose api esistenti nel territorio. Infine, ma non ultima per importanza, ricordare a tutti, anche ai ragazzi, che l’acqua di Roma è potabile e che quindi non ha senso spendere 50 centesimi per una bottiglietta di plastica troppo spesso poi gettata nel primo cestino disponibile. Nelle famiglie spesso ci sono anche degli anziani. Facciamo in modo che il costo del parcheggio negli ospedali in caso di trasporto di queste persone sia ridotto al minimo possibile. Altro costo da ridurre è quello dei tamponi per coloro che, secondo prescrizione medica, non può vaccinarsi ed è costretto a dimostrare ripetutamente di non essere positivo al virus.

Insomma, rendere possibile fare una spesa decente senza dover ricorrere alle tante associazioni di aiuto ma creando le condizioni migliori per tutelare la dignità di una famiglia dovrebbe essere l’imperativo di un sindaco che ha rispetto di ogni cittadino.

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