Green pass e lavoro: un tranquillo venerdì di proteste

Tanto tuonò che piovve. Manifestazioni e proteste, citando Raffaella Carrà, da “Trieste in giù”. È un venerdì di passione quello di oggi 15 ottobre: sul banco degli imputati l’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass al lavoro. Dall’Esecutivo nessuno slittamento: Mario Draghi è rimasto fermo nelle sue posizioni e non ha ceduto ai malumori.

Proteste a Trieste

Genova ma anche Trieste, dove Stefano Puzzer – portavoce dei portuali – ha parlato della libertà di scelta per tutte le persone. Inoltre, nel corso del programma televisivo Agorà, ha precisato: “Il nostro non è un blocco: chi ha deciso di andare a lavorare, può andare tranquillamente. Non giudichiamo nessuno e chiunque può andare a lavorare”. E ancora: “Noi chiediamo l’abolizione del Green pass, uno strumento economico e non sanitario che crea discriminazioni tra lavoratori e tra cittadini. Con tutta l’umiltà del caso, non cerchiamo nessuno scontro con il Governo: cerchiamo un’apertura. Abbiamo chiesto la proroga per l’entrata in vigore del Green pass, perché ci facciamo portavoce di cittadini e famiglie in difficoltà”. Uomini e donne giunti da Milano, Varese, Padova hanno manifestato davanti ai cancelli del varco 4 del molo VII di Trieste.

Un porto “che funziona”

Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia-Giulia e della Conferenza Stato-Regioni, a Sky Tg24, ha riferito: “Il Porto funziona: ovviamente in alcuni passaggi ci saranno difficoltà e ranghi ridotti, ma funziona. Ho chiesto di tenere bassa la temperatura, evitando scontri frontali per non danneggiare l’economia di un Paese, dato che danneggiare l’attività del Porto di Trieste significa danneggiare un grande numero di aziende che lavorano nellindotto”.

Il venerdì di Sigonella

Mentre la situazione di Napoli e Salerno viene descritta come regolare, a Sigonella è stato allestito il primo sit-in dell’Aeronautica davanti all’ingresso della base militare contro “il certificato verde di pagamento”. Un presidio promosso dal Siam, Sindacato aeronautica militare, che per voce di Alfio Messina ha spiegato i motivi della protesta, ovvero “la libertà di entrare liberamente nel luogo di lavoro senza dover mettere mano al portafoglio e di poter usufruire di tamponi gratuiti, garantiti dallo Stato”.

Roma e no pass

Nella Capitale questa mattina c’è chi ha provato a bloccare il traffico in via Labicana, a due passi dal centro di Roma: il blitz di un gruppetto di “no pass”, con tanto di cartelli scritti a mano, è avvenuto verso le 8. L’attenzione nella Città eterna, comunque, è rivolta alla manifestazione blindata delle 16 che si terrà al Circo Massimo.

Genova e Venezia

Una coda di tir è rimasta bloccata alle porte del Varco Etiopia del porto di Genova. Lavoratori “no Green pass” – un centinaio – è in presidio dalle 6,30 e sta stoppando l’ingresso dei mezzi che devono scaricare. Tranquilla, invece, la situazione a Venezia, con i lavoratori dello scalo che si sono presentati al lavoro.

Torino

Esponenti del movimento “La variante torinese” – lavoratori, circa 100, senza certificazione verde – sono in presidio dall’alba davanti ai cancelli della Fiat Avio a Rivalta, alle porte di Torino. Tra di loro c’è chi ha detto: “Sono 32 anni che lavoro qui e oggi non posso entrare perché non sono vaccinato. Ci stanno privando della libertà. Solo in Italia bisogna pagare per entrare al lavoro”.

Brunetta con il Green pass

Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, è entrato con il Green pass negli uffici del Dipartimento della Funzione pubblica: erano da poco passate le 8 quando ha varcato il portone del ministero. Telefonino in mano, il controllo della certificazione verde, il saluto ai dipendenti. Poi il commento: “Tutto regolare, non ci saranno problemi”.

Barillari e Cunial barricati in Regione

C’è chi dice no nella Regione Lazio. Sono i consiglieri Davide Barillari e Sara Cunial, deputata ex Movimento Cinque Stelle, che hanno annunciato di essere “barricati” negli uffici del Consiglio. Barillari, su Facebook, ha scritto: “Sono entrato nel mio ufficio senza Green pass e senza tampone. Da questo momento aspetto le forze dell’ordine che mi dicano che non posso più stare nel mio ufficio a lavorare, aspetto che le autorità di questo Stato, che dovrebbero difendere la Costituzione della Repubblica italiana, mi vengano a prendere per farmi uscire con la forza. Io non opporrò resistenza: il mio è un atto simbolico, politico, istituzionale, per svegliare le coscienze. Io rispetto la Costituzione italiana.”.

Green pass lavoro, ecco cosa rischia chi non ce l’ha

Nelle Faq (Frequently asked questions) del Governo è stato specificato: Ogni Amministrazione/azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, nel rispetto delle normative sulla privacy e delle linee guida emanate con il Dpcm 12 ottobre 2021. I datori di lavoro definiscono le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell'accertamento delle violazioni degli obblighi”. Pertanto, il lavoratore pubblico o privato “è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del Green pass; nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta”.

Se il dipendente dovesse accedere al luogo di impiego senza Green pass, “il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa. Infatti, il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza Green pass è soggetto, con provvedimento del Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore”. Tra le altre cose, oltre alla retribuzione “non sarà più versata al lavoratore senza Green pass qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio”.

E per le sanzioni cosa rischia il datore di lavoro che non dovesse effettuare i dovuti controlli? “Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul Green pass è punito con una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro”.

Green pass lavoro: che succede cosa fare se si è in attesa del rilascio

“I soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde potranno utilizzare i documenti rilasciati dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. I soggetti sprovvisti di certificazione verde dovranno essere allontanati dal posto di lavoro – hanno spiegato da Palazzo Chigi – ciascun giorno di mancato servizio, fino alla esibizione della certificazione verde, è considerato assenza ingiustificata, includendo nel periodo di assenza anche le eventuali giornate festive o non lavorative. In nessun caso l’assenza della certificazione verde comporta il licenziamento”.

Green pass e lavoro, che succede se non si può fare il vaccino per motivi di salute

Una delle domande più frequenti di queste ultime ore è cosa succede a chi non può ricevere il vaccino per motivi di salute. La risposta è arrivata sempre dalle Faq del Governo: “I soggetti che, per comprovati motivi di salute, non possono effettuare il vaccino contro il Covid-19, dovranno esibire un certificato contenente l’apposito “Qr code” in corso di predisposizione. Nelle more del rilascio del relativo applicativo, il personale esente – previa trasmissione della relativa documentazione sanitaria al medico competente dell’Amministrazione di appartenenza – non potrà essere soggetto ad alcun controllo”.