Brunetta e l’alleanza europeista

Una coalizione che sostenga Mario Draghi: una struttura che ricomponga le attuali forze intorni ai poli europei liberale, popolare e socialista. Questa la ricetta di Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione: in una intervista a La Repubblica, ha evidenziato che il malessere della maggioranza è prodotto dall’assenza di un collante tra i partiti, che a loro volta stanno cominciando a rispondere al richiamo del consenso.

“Se la destra sovranista, anti-europea e No Green pass va dietro al richiamo della foresta – ha notato – commette un grande errore, perché il popolo non la pensa così. Lo stesso vale per la sinistra, perché le persone chiedono stabilità e pragmatismo, non risposte ideologiche”. Secondo Brunetta le divergenze nella coalizione del centrodestra sono aumentate, dunque andrebbe svolta un’analisi degli errori. Allo stesso tempo, la colonna portante di ogni Paese dell’Europa – ha sostenuto – è l’opinione moderata.

Renato Brunetta, pertanto, oltre a evidenziare che è necessaria una maggioranza credibile “all’altezza di Draghi”, ha indicato la famiglia dei popolari, quella liberale e quella socialista, perché “queste tre culture politiche adesso possono ricostruire l’Italia del futuro. Con Draghi”.

“Forza Italia, quando era baricentrica con i suoi valori e il suo peso del 25-30 per cento, era riuscita ad “istituzionalizzare” la Lega e il Msi, poi An – ha detto – ma se l’egemonia sul centrodestra ce l’hanno Fratelli d’Italia o la Lega, la coalizione è inevitabilmente perdente. Lo si è visto alle Amministrative e, temo, lo si vedrà anche alle Politiche. O meglio: puoi anche vincere, ma non vieni percepito come una forza di governo. Non sei credibile se la pensi in maniera diversa sull’Europa, sull’Euro, sull’economia sociale di mercato. Non sono credibili coalizioni manifestamente opportunistiche, alleanze disomogenee e incoerenti formate solo per ragioni elettorali”.

E ancora: “Salvini ha rinunciato ad entrare nel Ppe e ha appena annunciato la volontà di rinsaldare l’alleanza con Le Pen in un nuovo gruppo, Meloni va a fare i comizi con Santiago Abascal. Tutto legittimo, per carità, ma questo, agli occhi dei nostri elettori moderati, di centro, ci impedisce di essere considerati come coalizione un’alternativa credibile alla sinistra. La verità è che la colonna portante dell’Europa e di ogni Paese dell’Europa è l’opinione moderata, quella che vuole la continuità nel cambiamento, vuole evolvere, vuole il progresso, nel rispetto dei valori. Forza Italia è questo”. Da qui l’indicazione: “Questo stallo si supera se le tre grandi famiglie politiche dei popolari, dei liberali e dei socialisti formano una nuova alleanza di governo”.